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Ponte Morandi, aumentati i pedaggi sull'autostrada dei Fiori prima della tragedia di Genova

Cristina Agostini
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Più ricavi, meno manutenzione. È il quadro che emerge dai numeri della rete italiana. Assoutenti e altre associazioni di consumatori da anni sono sul piede di guerra contro i rincari. «Gli aumenti sono assolutamente ingiustificati perché gli investimenti sono in calo (-33% nel periodo 2010-2015) come le manutenzioni (-9% nel periodo 2011-2016), mentre aumentano a dismisura gli utili (+ 49% negli ultimi due anni passati da 953 a 1422 milioni), gli introiti (più 16% nel periodo 2013-2016), i ricavi da pedaggi (più 19% nel periodo 2009-2016 per 1 miliardo di euro)». Leggi anche: Quali sono a i ponti a rischio crollo: mappa horror Una situazione che già nei mesi scorsi aveva spinto la Rete Consumatori Italia a chiedere un intervento deciso dell'Autorità dei Trasporti, dell'Anac e dell'Antitrust per ripristinare trasparenza e politiche commerciali corrette nei confronti dei consumatori che percorrono le autostrade italiane. E la stessa Rete Consumatori Italia aveva ribadito la necessità di convocare una riunione urgentissima col ministero dei Trasporti per rivedere le concessioni autostradali, le modalità di verifica sugli investimenti effettivamente realizzati, la qualità della rete e le modalità degli aumenti tariffari. Tra l' altro proprio nei mesi estivi l'A10 tra Ventimiglia e Genova, gestita dall'Autofiori fino a Savona e da Autostrade per l' Italia fino al capoluogo ligure, tra esodo e controesodo, è sempre molto trafficata. Alcuni turisti hanno più volte minacciato di rinunciare alle vacanze in Liguria ed era stata annunciata una class action contro gli aumenti dei pedaggi.

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