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Ponte Morandi, il dettaglio sconcertante: il giorno del crollo non funzionavano le telecamere

Giulio Bucchi
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Sul ponte Morandi non funzionavano neppure le telecamere di sicurezza. «I video che abbiamo acquisito - ha dichiarato ieri il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi - non ci offrono elementi utili per le indagini. Ci sono interruzioni delle riprese». Prima, durante e dopo il crollo. «Interferenze e buchi neri - ha aggiunto il magistrato - dovuti, credo, al forte maltempo che ha provocato il malfunzionamento del sistema video». Da qui l' appello della procura a chiunque avesse filmato, sia pur in modo amatoriale, il crollo del viadotto, perché consegni i filmati agli inquirenti. Cozzi non prende neppure in esame la possibilità che il sistema di ripresa possa essere stato manomesso, in quanto gli hard disk sono stati acquisiti da Polstrada subito dopo la tragedia. Ciò che emerge è l' inaffidabilità dell' intero sistema di controllo video su quel tratto di autostrada. GUARDA IL VIDEO - Il filmato delle 4 vittime del ponte, pochi istanti prima del crollo «Un sistema - confermano fonti vicine agli investigatori - comunque obsoleto e, verosimilmente, non controllato chissà da quanto tempo». Intanto ieri è stata decisa la composizione della commissione ispettiva costituita dal ministero delle Infrastrutture che dovrà valutare le cause del disastro. Sono stati nominati sei tecnici, tra questi anche l' architetto Roberto Ferrazza, provveditore alle opere pubbliche per Piemonte, Liguria e Val d' Aosta. Ed è stato lo stesso Ferrazza a fare il punto su quelli che saranno i lavori del pool: «In questo momento - ha detto - la priorità è quella di valutare i lavori che ci sono da fare nell' immediato per mettere in sicurezza il ponte. È urgente anche la riapertura della viabilità nell' intera area. La società concessionaria sottoporrà un piano di intervento alla procura relativo alla parte del viadotto che sta ancora in piedi. Durante il sopralluogo di oggi (ieri ndr.) i temi affrontati sono stati quelli dello smaltimento macerie e della stabilità del ponte. Non siamo ancora in grado di stabilire le cause del crollo. Il calcestruzzo è già stato messo da parte per essere analizzato. Stiamo acquisendo il progetto originario è da quello verifichiamo tutta la sua storia fino ad oggi. Altra priorità è rendere agibili i capannoni e tutto ciò che si trova nei pressi del ponte». Dalle prime indiscrezioni che sono trapelate, la causa del crollo sarebbe da ricercare nella rottura di uno strallo (tirante) del viadotto: «Ci sono testimonianze e video che vanno in questo senso», ha chiarito Antonio Brencich, docente dell' università di Genova e membro della commissione ispettiva. Il professore ha smentito che la causa vada ricondotta ad un eccesso di carico: «Pioggia, tuoni, eccesso di carico - ha concluso - sono ipotesi fantasiose». Ieri la commissione ha inviato una comunicazione ad Autostrade chiedendo di far pervenire entro 15 giorni una dettagliata relazione nella quale «sia fornita chiara evidenza di tutti gli adempimenti posti in essere per assicurare la funzionalità dell' infrastruttura in questione, e prevenire ogni evento accidentale». di Marco Bardesono

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