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George Soros, il braccio destro insulta l'Italia: "Criminalizzare le ong è tipico dei regimi autoritari"

Caterina Spinelli
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Patrick Gaspard, presidente della Open Society Foundations - organizzazione fondata dal finanziere George Soros che sostiene miriadi di associazioni umanitarie in tutto il mondo - è preoccupato per la situazione italiana. "Criminalizzare la Sea Watch e le ong è tipico dei regimi autoritari", ha affermato l'ex consigliere di Barack Obama in un'intervista a Repubblica. "La criminalizzazione delle organizzazioni umanitarie è tipico dei regimi autoritari. Abbiamo visto lo stesso copione in Ungheria, in Russia o in Turchia, dove governi illiberali stanno esercitando enormi pressioni su gruppi umanitari, sia dal punto di vista legislativo sia politico. Nello specifico, la nostra fondazione non garantisce sostegno finanziario alle organizzazioni che conducono operazioni di salvataggio nel Mediterraneo ma apprezziamo questi sforzi umanitari e condanniamo i tentativi di criminalizzare le attività di chi cerca di salvare vite umane". Leggi anche: George Soros, la sua manina dietro le pagine oscurate della Lega Eppure non tanto tempo fa era emerso che il budget della Open Society fosse pari a 1 miliardo di dollari, il cui 10% veniva speso in Europa e addirittura il 2,5% in Italia, pari a 2,1 milioni di dollari nel 2017. Questi soldi sarebbero finiti a 28 Ong impegnate in particolar parte sul fronte pro-migranti e anti-discriminazioni (il 52% del totale). "Sosteniamo finanziariamente anche organizzazioni che cercano di rispondere alle sfide dell'immigrazione - ammette quasi alla fine dell'intervista -. Ciò include realtà come Refugees Welcome Italia, che cerca famiglie italiane che aprano le loro case ai profughi e che tenta di offrire loro una comunità perché possano ricostruire le loro vite. Ma supportiamo anche due progetti importanti" Il fine dunque è chiaro: aiutare le ong pro-migranti. "Il contributo della società civile è essenziale per la democrazia. Nonostante i tentativi della destra italiana di danneggiare le organizzazioni umanitarie, cittadini coraggiosi stanno usando il loro diritto alla libera espressione per sfidare la repressione e difendere i diritti delle comunità più vulnerabili". 

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