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Luca Sacchi, i pm: "Forse non sapeva della droga". Una bomba dalla procura su Anastasiya Kylemnyk

Davide Locano
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Una nuova, clamorosa, svolta nell'omicidio di Luca Sacchi, il ragazzo ucciso con un colpo di pistola a Roma lo scorso 23 ottobre davanti a un pub. Non si parla del fatto che la fidanzata dei misteri, Anastasiya Kylemnyk, sia stata ufficialmente iscritta nel registro degli indagati, con obbligo di presentazione in caserma e perquisizione presso la sua abitazione. Leggi anche: Luca Sacchi, i gravi dubbi del padre su Anastasiya Ora, infatti, piovono anche le pesantissime parole del procuratore facente funzioni, Michele Prestipino, che in conferenza stampa a Roma ha affermato: "Al momento non ci sono elementi per dire che Luca Sacchi sapesse che quella sera sarebbe avvenuta una compravendita di droga". Insomma, per gli investigatori Luca Sacchi potrebbe essere morto senza neppure sapere della compravendita di droga, acclarata, sullo sfondo. Una notizia che, se corrispondesse a verità, sarebbe pazzesca. Tornando ad Anastasiya, secondo gli investigatori avrebbe tentato di comprare un grosso quantitativo di droga: tra gli arrestati, ora, anche Giovanni Princi, pregiudicato e amico della vittima. Stando agli ultimi sviluppi di indagine, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino - i due in carcere dai giorni successivi all'omicidio -, avrebbero dovuto consegnare 15 chili di marijuana, forniti da un loro socio, proprio ad Anastasiya. Questo, almeno, è quanto emerge dalle ricostruzioni dei carabinieri del nucleo investivagtivo di Roma.

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