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San Raffaele Ceglie Messapica, prima palestra robotica per la cura dei pazienti

Marco Rossi
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Andare in palestra con i robot. Andarci per riprendersi la vita, per tornare ad essere se stessi. Non è cosa da fantascienza, o una semplice ipotesi avvenieristica, ma ormai una realtà da risultati garantiti. È stata inaugurata mercoledì 4 dicembre, infatti, una vera e propria palestra robotica all'avanguardia nel presidio ospedaliero ad alta specialità dell'ASL Brindisi 1, Fondazione San Raffaele-Ceglie Messapica. Lo scrive Caterina Maniaci su Libero in edicola giovedì 5 dicembre. Qui si darà il via alle terapie riabilitative con supporti robotizzati di ultima generazione. Tra i robot a disposizione dei pazienti in prima fila c'è l'ormai famoso esoscheletro EKSO NR (Neuro Rehab) - l'ultimo realizzato dalla californiana EKSO Bionics - che per la prima volta viene utilizzato in una struttura sanitaria in Europa. L'esoscheletro, lo ricordiamo, è un vero e proprio gioiello della tecnologia utilizzata dalla medicina, specificatamente per la riabilitazione degli arti inferiori, che consente di migliorare sensibilmente la personalizzazione delle terapie, la postura e il cammino, grazie a batterie e sensori che sostituiscono le funzioni neuromuscolari. Il modello NR è stato progettato e realizzato per supportare le terapie da eseguire con pazienti che hanno avuto un ictus o lesioni al midollo spinale. Ma in palestra si troveranno molti altri strumenti tecnologici di ultima generazione capaci di aiutare concretamente a riattivare funzioni compromesse, come la nuova strumentazione Tecla Care, per la stimolazione magnetica funzionale extracorporea, molto utile, ad esempio, in casi di disfunzioni urologica e del colon. O il Walker View, un tapis roulant che serve ad aiutare pazienti malati di Parkinson, di sclerosi multipla, con lesioni midollari, per ricominciare a camminare. E indossare i sensori del Riablo Premium, un sistema davvero avvenieristico, renderà più facile la riabilitazione motoria per chi ha subìto traumi e lesioni cerebrali o coloro che sono portatori di deficit motori. Insomma, una palestra ipertecnologica per dare un futuro migliore a chi oggi sembra non averlo.

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