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Coronavirus, il viceministro Sileri: "Mi aspetto altri casi, 3000 test". Cosa c'è dietro le misure drastiche

Giulio Bucchi
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"Mi aspetto altri casi". Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, ospite di Sky Tg24, spiega il motivo dietro il boom di contagi da Coronavirus delle ultime ore, con 112 casi riconosciuti. Il bilancio è parziale e ridottissimo: "Stiamo facendo tantissimi test", ha spiegato Sileri alludendo ai 3.000 test del tampone faringeo.  Leggi anche: "Perché il contagio in Italia è stato così veloce". L'ipotesi superdiffusore Considerato che il picco di infetti si dovrebbe verificare tra due settimane, considerando il normale periodo di incubazione del Covid19 (fino a due giorni fa i potenziali contagiati hanno viaggiato liberamente in tutta la Lombardia e Italia), ecco spiegate le misure drastiche adottate dalle autorità nelle due zone-focolaio, Lombardia e Veneto. Attività ludiche e sportive chiuse, manifestazioni pubbliche rinviate, scuole serrate, e forse accadrà lo stesso ai negozi. A Venezia, salta anche il Carnevale. Qualcuno parla di misure eccessive, perché di fatto bloccano due regioni e una metropoli come Milano. Sileri non può dirlo, ma forse gli annunci di Beppe Sala, sindaco milanese, e dei governatori lombardi e veneti Attilio Fontana e Luca Zaia sono dettati proprio dalla necessità di "correre ai ripari" e prevenire il prossimo allarme: il contagio è inevitabile e in certa misura "inarrestabile", almeno nelle prossime settimane. Meglio porre una diga ora, piuttosto che lasciar passare il tempo in attesa dello tsunami. L'errore del governo nazionale, in questo senso, ha insegnato qualcosa. Come spiegava anche il virologo Roberto Burioni, in fondo, "sopravvalutare il virus causa disagi ai cittadini, sottovalutarlo può portare alla morte".    

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