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Coronavirus, il decreto che divide l'Italia in tre zone: come cambia la vita per combattere il contagio

Davide Locano
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Come cambia l'Italia, per decreto, nei giorni del coronavirus. Ad anticipare le decisione che verranno prese e poi firmate dal Consiglio dei ministri è stata Repubblica.it. Decisioni che saranno in vigore almeno fino all'8 marzo e che prevedono di dividere l'Italia in tre zone. Zona rossa: in Lombardia i comuni di Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D'Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini; in Veneto il comune di Vò. Poi la zona gialla: L'Emilia Romagna, la Lombardia, il Veneto, le province di Pesaro e Urbino, Savona. Infine il resto del territorio, che sarà comunque interessato da altri provvedimenti. Leggi anche: Quasi 1.700 contagiati: coronavirus, l'ultimo bollettino Nel dettaglio, per la zona rossa, le misure di contenimento del Covid-19 prevedono il "divieto di allontanamento da parte di tutti gli individui presenti; il divieto di accesso, la sospensione di manifestazioni e iniziative, la chiusura delle scuole, la sospensione dei viaggi d'istruzione, la chiusura dei musei e degli altri istituti culturali, la sospensione dell'attività dei pubblici uffici (salvo per i servizi essenziali), la sospensione delle procedure concorsuali, la chiusura di tutte le attività commerciali ad esclusione di quelle di pubblica utilità, la sospensione dei servizi di trasporto, la sospensione delle attività delle imprese ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali", fa sapere Repubblica.it. Insomma, un pacchetto di provvedimenti molto stringente e che ricalca ciò che sta accadendo in questi giorni. Poi la zona gialla, dove restano sospese eventi e competizioni sportive, comprese trasferte dei tifosi. stop anche a tutte le manifestazioni di carattere "non ordinario", comprese quelle di carattere culturale, sportivo, religioso o ludico (dai teatri alle discoteche, per intendersi). L'apertura dei luoghi di culto sarà condizionata all'adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone. Le scuole di ogni e grado resteranno chiuse. I musei saranno aperti a condizione che assicurino modalità di fruizione contingentata. I concorsi pubblici sono sospesi. Bar e ristoranti potranno espletare i servizi a condizione di servire solo clienti con il posto a sedere e gli avventori dovranno restare a un metro di distanza. E ancora, verranno imposte limitazioni d'accesso ai visitatori alle strutture di degenza. Sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico. Nelle province di Bergamo, Lodi, Piacenza e Cremona è prevista la chiusura nel fine settimana dei grandi centri commerciali. In Lombardia e nella provincia di Piacenza resteranno chiuse palestre, centri sportivi e termali. Gli uffici giudiziari, inoltre, potranno avere un orario ridotto. Su tutto il territorio nazionale dovranno essere affisse in ogni scuola di ordine e grado le misure di prevenzione dal coronavirus. E ancora, soluzioni disinfettanti per l'igiene delle mani verranno messe a disposizione in ogni edificio della pubblica amministrazione e nei locali aperti al pubblico. I sindaci dovranno promuovere la diffusione delle informazioni nei locali commerciali. Le aziende di trasporto pubblico adotteranno interventi straordinari per la sanificazione. Nelle procedure concorsuali saranno adottate misure per ridurre i contatti tra i candidati. E ancora, chi a partire dal 14 febbraio è tornato dalla Cina o della zona rossa italiana deve fornire comunicazioni alla propria Asl; agevolate le misure di telelavoro; tutte le gite scolastiche restano sospese almeno fino al prossimo 15 marzo.

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