Certo, c'è stata l'inaugurazione in pompa magna e va detto che il primo giorno di apertura del sito di Expo è stato a tutti gli effetti un successo. Ma le pecche restano. Ci sono padiglioni e intere aree del sito che sono ancora incomplete e che verranno ultimate solo nelle prossime settimane. Incompiuti che ieri sono stati nascosti ma che testimoniano come il tutto non sia stato chiuso in tempo, nonostante le trionfalistiche dichiarazioni di Matteo Renzi. Gli operai stanno lavorando di notte, quando si spengono i riflettori e i visitatori lasciano il sito. E' allora che betoniere e gru tornano in attività. Annunciato e comprensibile il ritardo del Nepal, che dopo la tragedia del terremoto, come riporta Il Sole 24 Ore, era rimasto praticamente senza operai, dato che quasi tutti i nepalesi avevano lasciato il cantiere per raggiungere le famiglie, e solo in parte la collaborazione di operai italiani (anche volontari) ha potuto sostituirli. Ma anche visitando i cluster (i padiglioni tematici che raccolgono, sotto un tema comune, le aree espositive di diversi Paesi) era impossibile accedere in molti dei Paesi annunciati. Poi ci sono le strutture di servizio come bagni, uffici, bookshop, molte delle quali sono ancora inaccessibili al pubblico o non terminate né pulite. Restano inoltre da ultimare alcune strutture per la sorveglianza, come le telecamere. E se Cardo e Decumano sono tirati a lucido, ben diverso è lo stato delle vie laterali, dove in alcuni punti sono ammassati i detriti da portare via. Infine, uscendo verso il varco Est sono chiuse le strutture tra il Decumano e l'uscita, tra le quali il biopark.



