Le polemiche seguite all’arresto a Milano, alla fine della settimana scorsa, di un cittadino senegalese, Diala Kante, dopo un controllo effettuato dalla polizia nel ristorante etnico “Baobab” da lui frequentato, si inseriscono in un contesto di lungo corso. All’inizio, Sessantotto o giù di lì, c’erano i libri rubati in libreria o in biblioteca. La sinistra, non solo quella extraparlamentare, lo considerava un atto lecito, non punibile. La cultura deve essere di massa e quindi ben venga questa forma di “esproprio proletario”, anche se illegale. Poi l’area dell’illegalità tollerata, sostenuta, promossa, si è allargata come una macchia d’olio. Ovviamente, se a praticarla sono gli amici e gli amici degli amici, oppure gli appartenenti a certe categorie “protette” perché ritenute deboli e discriminate, non importa se nel passato o nel presente.
Le leggi sono uguali per tutti, ma qualcuno è più uguale degli altri e può infrangerle. Chi le vuole invece far rispettare comunque, ad esempio le forze dell’ordine, è naturalmente un “fascista”. E in più “razzista” se l’imputato è uno immigrato. Si è così man mano accettato che i centri sociali potessero occupare case e locali, in barba al sacro principio del rispetto della proprietà privata, in una sorta di “zona franca” e eslege che sorge al centro delle città. O che i manifestanti per ognuna delle “buone cause” accreditate dalle centrali del consenso di sinistra potessero tranquillamente aggredire i poliziotti e mandarli all’ospedale, sfasciare auto e negozi, imbrattare monumenti, senza pagare pegno.
Ilaria Salis, insulti ai poliziotti di Milano: "Violenti, arroganti, razzisti"
Un intervento di routine dei poliziotti della Volante davanti al ristorante "Baobab" di via Tadino si è...C’è addirittura chi ha proposto di spuntare le armi alle forze dell’ordine, in modo da evitare alla radice atti a loro dire di sopruso, ma che sono invece propri di una normale attività di polizia. Qualcuno ha addirittura proposto di rivedere i protocolli operativi delle forze dell’ordine, già oggi molto garantisti, vietando l’inseguimento fisico di un delinquente fosse pure stato colto in flagranza di reato o che vuole, semplicemente, vuole sottrarsi a un controllo.
Ritornando al caso di Kante, l’arresto sarebbe avvenuto per aver egli contestato in modo aggressivo agli agenti la presenza nel locale. Gli è stato ipotizzato il reato di “resistenza a pubblico ufficiale”, ma, dopo essere stato trattenuto dodici ore in questura per accertamenti, è stato scagionato e rilasciato secondo una prassi normale che interessa ogni anno migliaia di cittadini. Ma ciò non è bastato agli indignati di sinistra per calmarsi. Il web è stato inondato di frasi minacciose e il nome del poliziotto che si sarebbe reso responsabile dell’arresto è stato reso noto e messo alla gogna, quasi ad incitare azioni punitive contro di lui. Particolarmente attiva l’influencer Selena Peroly, che ha messo su Instagram la foto del poliziotto, incurante del fatto che egli in fondo non ha fatto che il suo dovere.
Venezia, i pro-Pal assaltano la Biennale: scontri con la polizia
Alla Biennale di Venezia è in corso una protesta pro-Pal insieme alla chiusura di una ventina di Padiglioni nazio...E in prima fila, come al solito, si è segnalata l’europarlamentare di Avs Ilaria Salis, che quando a pratica dell’illegalità si può dire che la sappia lunga. La deputata non ha esitato a parlare di «abuso di potere», ricalcando la circostanza che il senegalese sia stato ammanettato e portato via davanti ai figli. Qui il discorso da fare è più generale, ma essenziale. Tollerando diffuse sacche di illegalità, avvalorando l’idea di una doppia giustizia, non si fa altro che scardinare il principio dell’universalità del diritto, su cui è fondata la civiltà liberale e il nostro Stato di diritto. Il quale giudica i cittadini tutti uguali e responsabili individualmente davanti alla legge, al di là di ogni distinzione di razza o altro. Chi è il vero razzista: chi vuol far rispettare la legge a chiunque o chi ritiene che qualcuno abbia per diritto acquisito l’accesso a un trattamento privilegiato e a benefici fuori della legge comune.




