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Coronavirus, Cristina Mascheroni: "Non solo anziani, tanti i giovani ricoverati in terapia intensiva"

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A finire in terapia intensiva per coronavirus non sono solo gli anziani o i pazienti affetti da altre patologie. Ma anche i giovani. All'ospedale San Raffaele di Milano è intubato un ragazzo di 18 anni. In altre strutture ci sono ventenni che lottano tra la vita e la morte. "Il 35% delle persone ricoverate in terapia intensiva ha meno di 65 anni", spiega al Fatto Quotidiano Cristina Mascheroni, presidente regionale dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri. E Giulio Gallera, assessore lombardo alla Salute conferma: "Otto su 100 hanno tra i 25 e i 49 anni".

"Non dimentichiamo che il cosiddetto 'paziente 1' soccorso a Codogno ha 38 anni ed è un giovane sportivo che aveva appena fatto una maratona, quindi una persona sana", sottolinea la Mascheroni. "Fin dall' inizio questo virus ha colpito anche i 40enni e i 50enni", a confermarlo sono i dati ufficiali: "Su 8.342 casi positivi fino a ieri mattina, fa sapere l' Istituto superiore di sanità, "l' 1,4% ha meno di 19 anni, il 22,0% è nella fascia 19-50, il 37,4% tra 51 e 70 e il 39,2% ha più di 70 anni".

E attenzione, conclude la Mascheroni: "Il ricovero di questo quadro polmonare è di circa tre settimane e stiamo arrivando adesso alla fine della terza. E ciò non vuol dire che non si arriverà anche alla quarta. E parliamo solo di chi sopravvive, perché i pazienti con comorbidità sono morti". Ergo, si può restare intubati per più di 20 giorni: "Intubati o comunque attaccati a una macchina che faciliti la respirazione, che è il ventilatore. Spesso il processo avviene attraverso un tubo, ma in molti casi si pratica la tracheotomia".

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