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Coronavirus, Susanna Esposito: "Così si diffonde epidemia", l'anomalia tutta italiana sul tasso di letalità

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In Italia i contagi e i decessi per coronavirus crescono esponenzialmente. Ieri, giovedì 12 marzo, le vittime sono arrivate a 1.016. Un dato terrificante che va di pari passo con il fatto che la letalità nel nostro Paese è molto più alta rispetto alla Cina. Il motivo? Secondo Repubblica ci sono due fattori: il primo è l'età più avanzata della nostra popolazione. Il secondo, invece, ci chiede di riflettere meglio sulle nostre priorità. Il tasso di letalità infatti è il rapporto fra i decessi e i casi positivi riscontrati con i tamponi. Aumenta se si riduce il bacino dei positivi.  Fare meno tamponi, dunque, è un pericolo. "Significa che spiega Susanna Esposito, presidentessa Waidid (Associazione mondiale delle malattie infettive) e ordinaria di pediatria all'università di Parma -, individui positivi, ma con pochi sintomi, escono ignari di casa e continuano a diffondere l'epidemia".

Un vero e proprio danno, soprattutto se si considera che, uno studio condotto su The Lancet, prevede che ciascun contagiato diffonde il virus per un periodo compreso tra 8 e 37 giorni. Anche la Cina - prosegue il quotidiano di Verdelli -  il 13 febbraio rinunciò a testare tutti i suoi pazienti, affidandosi ai dati della Tac laddove non c'erano più tamponi. Ma Pechino, a differenza dell'Italia, includeva i malati empirici nel totale dei positivi. Per questo ha mantenuto il tasso di letalità relativamente basso. Un'altra caratteristica, questa volta uguale ai dati cinese, è che il coronavirus colpisce più duro fra gli uomini. "Da noi le donne sono il 25-26 per cento delle vittime - riferisce Graziano Onder, geriatra dell'Istituto superiore di sanità (Iss) -. Non sappiamo esattamente il perché. Le donne normalmente hanno una vita più lunga: 86 anni contro 80. In generale sono più resistenti alle malattie e l'età media delle vittime dell'epidemia è di 81 anni nel sesso maschile e di 85 in quello femminile. Ma cosa protegga il sesso femminile dal coronavirus resta ancora ignoto" conclude. 

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