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Coronavirus in Lombardia, tasso di mortalità mostruoso: l'8,2% è reale? Il numero di contagi può essere sbagliato

 Coronavirus

Gabriele Galluccio
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In Italia, ma soprattutto in Lombardia che è l’epicentro dell’epidemia, il dato dei morti di coronavirus è impressionante. Solo nella Regione guidata da Attilio Fontana i decessi sono stati 966 a fronte di 11685 persone positive al test del Covid-19: ciò significa che il tasso di mortalità è pari all’8,2%. Una percentuale mostruosa che spaventa la popolazione, e forse è un bene perché non c’è niente di meglio della paura per convincersi a stare a casa e aspettare che la tempesta passi.

Però i numeri vanno inseriti nella giusta prospettiva: gli esperti sono tutti d’accordo nel circoscrivere il tasso di mortalità del coronavirus intorno all’1% ed al massimo al 3%. Com’è quindi possibile che in Lombardia la percentuale di decessi sia così alta? La risposta logica è che in realtà c’è un numero di positivi circa 10 volte maggiore a quello confermato attualmente. Ciò dipende dal fatto che i risultati dei tamponi non sono immediati e soprattutto che la maggioranza degli infetti è asintomatica e quindi non si sottopone al test.

Tenendo in conto questi fattori, si può quindi ipotizzare che i reali casi di Covid-19 in Lombardia siano attorno ai 100mila. Che è praticamente ciò che sosteneva Matteo Bassetti a L’aria che tira su La7 un paio di giorni fa: alla domanda “è possibile che abbiamo più decessi quotidiani noi che la Cina?”, l’infettivologo aveva risposto che “noi stiamo rilevando un numero che non è corretto, i contagi reali potrebbero essere 10 o anche 20 volte superiori”. E infatti se si moltiplica per 10 il numero di persone positive in Lombardia, il tasso di mortalità scende attorno all’1%, che è una percentuale molto più realistica.

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