La Lega chiede di far studiare a scuola i dialetti e ci scandalizziamo. Ma c'è una parte d'Italia che rifiuta di chiamarsi con la nostra lingua, e mette i cartelli dei sentieri, co-finanziati con soldi pubblici, solo in tedesco. I turisti e gli escusionisti locali si sono lamentati? E pazienza. «I turisti si lamentano, perché i cartelli sui sentieri di montagna non sono tutti bilingui? La mia risposta è semplice: non mi prostituisco nè alle ragioni del turismo né alle falsificazioni fasciste. La storia dei luoghi va rispettata», ha risposto infatti il presidente della giunta provinciale di Bolzano, Luis Durnwalder. La maggior parte dei 60 mila nuovi segnavia, co-finanziati da fondi pubblici, è stata installata ed è monolingue. Durnwalder ha replicato anche a chi gli ha osservato che il vescovo Golser, al tavolo del ministro Maroni, ha detto che «le ingiustizie del passato non sempre possono essere riparate, perché sirischia di provocarne di nuove». Per il presidente della giunta provinciale di Bolzano, Golser «è il vescovo; io un politico e dico no al mantenimento dei nomi italiani frutto di falsificazioni fasciste». Il vicepresidente della giunta provinciale Christian Tommasini, dal canto suo, chiede il rispetto dello statuto di autonomia, sostenendo che «i toponimi devono essere bilingui anche in montagna».




