Per una domenica la chiesa si fa bipartisan: al mattino la messa per le famiglie, al pomeriggio quella per separati e divorziati. È successo per la prima volta a Genova, nel santuario della Madonna della Guardia, il più caro ai genovesi credenti, per iniziativa del suo rettore, mons. Marco Granara. Nessuna forzatura della posizione della Chiesa sul delicato tema del matrimonio e della famiglia - sottolinea don Marco Granara - ma solo la sottolineatura che separati e divorziati sono credenti a tutti gli effetti, non devono sentirsi «scomunicati» (possono partecipare all'Eucaristia senza prendere l'ostia consacrata) e che la Chiesa è vicina a tutti perché «è anche madre». Una posizione - aveva ricordato giorni fa il «Corriere mercantile» in un servizio di annuncio dell'iniziativa - condivisa anche dall'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, che nel programma diocesano aveva esortato: «Le comunità cristiane curino le ferite delle famiglie disgregate». Se in mattinata si è celebrata la festa della fedeltà nella famiglia con gli sposi, nel pomeriggio la messa dedicata a separati e divorziati preceduta da una chiacchierata sotto gli alberi sul tema «fedeltà, valore non negoziabile per chi crede». Ad assistere soprattutto gli aderenti ai gruppi di preghiera dei «separati fedeli», cattolici che anche dopo il fallimento del proprio matrimonio continuano a vivere la fedeltà e l'indissolubilità del matrimonio.




