Con 140 sì, 21 no e un solo astenuto il Senato ha approvato il decreto legge correttivo che modifica l'ultimo pacchetto di misure anti-crisi e che contiene tra l'altro una versione “large” dello scudo fiscale. Il testo ora passa all'esame della Camera, che deve convertire il provvedimento in legge entro il 3 ottobre pena la decadenza delle misure. Movimentata la seduta di mercoledì mattina a Palazzo Madama. Il Pd ha abbandonato i lavori dell'Aula del Senato in dissenso con le misure che ampliano le maglie della sanatoria per il rientro dei capitali dall'estero, mentre l'Italia dei Valori e l'Udc hanno espresso voto contrario con l'eccezione del senatore dell'Idv Luigi Li Gotti che ha preferito lasciare l'Aula per esprimere il proprio dissenso. In particolare, alcuni senatori dell'Italia dei Valori hanno issato una decina i cartelli con slogan alternati: “Governo antitaliano” e “Mafiosi e evasori ringraziano”. Napolitano: «Non commento» – «Nessun commento. Quando mi sarà trasmesso il testo da promulgare, approvato dal Parlamento, valuterò le eventuali novità». Questo la dichiarazione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in merito alla norma sullo scudo fiscale approvata dal Senato nel decreto correttivo alle misure anti-crisi, rispondendo alle domande di alcuni giornalisti alla fine della sua visita alla mostra “Roma – La pittura di un Impero” aperta alle Scuderie del Quirinale Le nuove norme – Il testo approvato in aula al Senato estende lo scudo fiscale ai reati tributari e alle violazioni contabili, come il falso in bilancio. Cambiano, poi, i tempi per l'adesione: dovrà essere formalizzata entro il 15 dicembre, e non entro il 15 aprile come previsto nella prima versione della misura, per poter portare a bilancio di quest'anno gli introiti. Lo scudo fiscale non darà nessuna copertura per i procedimenti penali in corso al 5 agosto 2009. Ci sarà invece copertura solo per i procedimenti amministrativi, civili e di natura tributaria successivi alla stessa data. Viene inoltre stabilita la cancellazione dell'obbligo di segnalazione da parte dei professionisti ai fini delle norme antiriciclaggio. Anche le società collegate o le controllate estere rientrano nella copertura.




