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Castelli su Bolzaneto

"Visto? Non era lager"
di Albina Perrisabato 19 luglio 2008
Castelli su Bolzaneto

1' di lettura

 «Ero sicuro che si sarebbe accertata la verità dei fatti. La verità non piace a tanti perchè il teorema è stato smontato». Lo dice il sottosegretario Roberto Castelli, senatore della Lega nord, commentando la sentenza sulle violenze alla caserma di Bolzaneto, durante il G8 di Genova. «Ho sempre detto -prosegue l'allora ministro della Giustizia- che sostenere che Bolzaneto fosse stato organizzato come un lager era una calunnia nei confronti del ministero della Giustizia e della Polizia penitenziaria. E che eventuali episodi commessi da singoli sarebbero stati appurati dal processo. Queste cose si sono avverate. La sentenza è lì da vedere e d'ora in poi chi continua a sostenere tesi diverse è in malafede. Anzi, se io fossi ancora ministro alla giustizia difenderei l'onorabilità del ministero nelle sedi opportune». «Io ero lì -spiega Castelli- in quei giorni e nessuno dei presenti mi ha mai detto niente sulle presunte violenze. Se solo una persona avesse denunciato non mi sarei mosso da lì, sarei rimasto per impedire qualsiasi abuso. È una montatura assoluta, alla quale non sfuggite anche voi media. Le accuse, ripetute ossessivamente, non sono la verità, la verità è data dalla sentenza. Ce l'ho per esempio col Corriere della Sera che oggi intervista l'ex ministro Ferrero. Io mi ero anche dichiarato disposto a essere intervistato, io che c'ero, e hanno intervistato un personaggio che non sa neppure dov'è Bolzaneto. Questo dimostra il pessimo servizio dato all'informazione».