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Coronavirus, il direttore dell’azienda ospedaliera di Padova contro con gli specializzandi: "Creano pericolo"

sabato 2 maggio 2020
ROMA, 17 APR - Migliaia di camici bianchi hanno 'invaso' questa mattina piazza Montecitorio per chiedere che vengano rispettati i loro diritti. Soddisfatti per lo stop alla tassa sulle borse di studio, i giovani medici si sono comunque radunati davanti alla Camera, che oggi voterà il decreto fiscale, per chiedere al Parlamento "ora, una sforzo ulteriore per migliorare i percorsi di formazione", come spiega Walter Mazzucco, dottorando dell'università Cattolica e presidente del segretariato italiano giovani medici. "Abbiamo avuto anche garanzie dai parlamentari di tutti i gruppi - aggiunge - che c'é un accordo del Parlamento con il Governo per non reintrodurre questa tassa. Siamo qui per chiedere che in futuro ci sia più attenzione alla condizione dei giovani medici". Una delegazione sta per essere ricevuta alla Camera da Domenico di Virgilio, deputato del Pdl che ha presentato l'emendamento per sopprimere la tassa sulle borse di studio. (ANSA). Y87-NAN/ S0B QBXB

ROMA, 17 APR - Migliaia di camici bianchi hanno 'invaso' questa mattina piazza Montecitorio per chiedere che vengano rispettati i loro diritti. Soddisfatti per lo stop alla tassa sulle borse di studio, i giovani medici si sono comunque radunati davanti alla Camera, che oggi voterà il decreto fiscale, per chiedere al Parlamento "ora, una sforzo ulteriore per migliorare i percorsi di formazione", come spiega Walter Mazzucco, dottorando dell'università Cattolica e presidente del segretariato italiano giovani medici. "Abbiamo avuto anche garanzie dai parlamentari di tutti i gruppi - aggiunge - che c'é un accordo del Parlamento con il Governo per non reintrodurre questa tassa. Siamo qui per chiedere che in futuro ci sia più attenzione alla condizione dei giovani medici". Una delegazione sta per essere ricevuta alla Camera da Domenico di Virgilio, deputato del Pdl che ha presentato l'emendamento per sopprimere la tassa sulle borse di studio. (ANSA). Y87-NAN/ S0B QBXB

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Daniele Donato, direttore sanitario dell'Azienda ospedaliera di Padova, in una video conferenza. accusa gli specializzandi. "Escono di casa e hanno una vita sociale molto attiva. Sono questi i soggetti che nel momento in cui si inseriscono nell'ospedale creano maggior pericolo". Un'"accusa" che non è affatto piaciuta ai rappresentanti degli specializzandi che replicano: "Vogliamo scuse pubbliche". Lo rivela il sito Tgcom24.

Dnato afferma che la diffusione del contagio nel personale sanitario sarebbe avvenuta soprattutto "nei momenti di socializzazione al di fuori dell'area assistenziale" tra gli specializzandi: "Nel momento in cui erano in ospedale e dovevano seguire tutte le misure di barriera erano estremamente precisi e monitorati, ma nel momento in cui si trovavano nella loro sala per mangiare un panino assieme o per usare il computer, questi comunque hanno trovato dei momenti di contatto e di comunione che hanno favorito la trasmissione del virus". Andrea Frascati, presidente di Mespad Specializzandi Padova, chiede, "scuse pubbliche e immediate. Sono medici che hanno lavorato in prima linea in tutti i reparti dell'Azienda inizialmente senza idonei dpi e in assenza di adeguate disposizioni dalla direzione medica".

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