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Giuseppe Conte, il Dpcm Natale: aperture molto parziali, scuole chiuse e zone rosse

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Dal 4 dicembre l'Italia riapre, ma "con prudenza". Tradotto: il nuovo Dpcm Natale allo studio di Giuseppe Conte, Roberto Speranza e Cts prevede timide riaperture, ma non per tutti. E se "ora d'aria" sarà tra un lockdown e l'altro, per qualcuno la zona rossa non finirà con le feste. Secondo un'indiscrezione del Corriere della Sera, i licei resteranno chiusi almeno fino a gennaio, fino a dopo l'Epifania. Segno che il governo non sa risolvere il problema dei trasporti, più che quello della sicurezza in classe. Poi si parla di "ristoranti e bar aperti la sera ma non durante le festività" (e sempre con il limite di 4 persone per tavolo), "orario prolungato per i negozi", "deroghe minime per lo spostamento tra le Regioni" (spostamento sostanzialmente vietato fuori dai confini regionali) e di  "zone rosse" ancora attive nelle province considerate più a rischio.

 

 

 

Peraltro, il governo si riserva la possibilità di emettere ordinanze di chiusura a ridosso di Natale e Capodanno, sul modello delle misure anti-discoteche dopo Ferragosto. Il ritornello ormai è noto: "Saremo molto severi, non possiamo permettere che si riveda il film dell'estate", per usare le parole della sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, del Pd. Il governo si prepara già alla guerra con i governatori, che sono preoccupati per la salute, ma forse ancora di più per la tenuta economica, sociale e psicologica dei loro cittadini.

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