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Dpcm e Natale, rischio esodo: "Bloccare treni e traghetti sovraffollati", la proposta del Cts

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Bloccare treni e traghetti. L'incubo di Natale prende forma e dopo i 70mila agenti che il Viminale schiererà per presidiare strade e città e far rispettare il divieto di spostamenti durante le feste è Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, a indicare il nuovo fronte: evitare l'esodo di massa previsto il 20 dicembre, ultimo giorno utile prima dell'inizio del periodo di "stretta", con controlli che dovrebbero arrivare, spiega in un'intervista al Giornale, fino al blocco dei treni sovraccarichi. E tanti saluti a chi ha comprato il biglietto, magari a prezzo salato. L'obiettivo, spiega, è evitare assembramenti e scongiurare la terza ondata del coronavirus a gennaio. Terza ondata che, di fatto, il governo dà già per scontata. 

 

 

 

I ricongiungimenti coi parenti per le feste, sottolinea, "sono fonte di pericolo. I genitori si può andare a trovarli se sono persone fragili e bisognose di assistenza. Ma non certo per fare festa, questo non è accettabile. Troppi rischi". Per questo, "vanno organizzati controlli molto severi. Se un treno o un traghetto contiene più persone di quelle previste, scatta il fermo: non si parte". Certo, il governo avrebbe potuto pensare a un'altra strada: "Per non correre rischi avrebbe dovuto annunciare il lockdown un'ora prima dell'inizio. Ma non siamo in una dittatura".

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