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Giulia Bongiorno contro Anna Macina: "Accuse farneticanti sul video di Grillo, la porto in tribunale"

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L'avvocato penalista Giulia Bongiorno, nonché senatrice della Lega dal 2018, ha espresso il suo punto di vista sulla questione Ciro Grillo, indagato insieme ad altri tre amici per violenze sessuali nei confronti di due ragazze. In particolare, Bongiorno ha parlato anche delle dichiarazioni della sottosegretaria alla Giustizia Anna Macina. "Porterò la sottosegretaria in tribunale e agirò nei suoi confronti per queste accuse farneticanti" ha detto Giulia Bongiorno a la Repubblica. Riguardo all'intervento della Guardasigilli Cartabia, l'avvocato penalista afferma: "La ministra è attenta custode dei diritti, non può avere accanto una sottosegretaria che usa il proprio ruolo per schierarsi contro il sacro diritto di difesa. Io ho solo difeso la mia assistita dalle abonimevoli accuse di Grillo".

Inoltre, dice Giulia Bongiorno "Un sottosegretario alla Giustizia deve garantire imparzialità, non può esprimere supposizioni su un giornale tentando di screditare il difensore della persona offesa allo scopo di trarre d'impaccio il suo referente politico".  La senatrice della Lega viene poi incalzata riguardo alla legge sul Codice Rosso, redatta insieme all'ex ministro della Giustizia grillino Bonafede: "Codice Rosso nasce da un'idea di Doppia Difesa, fondazione contro la violenza delle donne creata da Michelle Hunziker e da me. Codice Rosso riunisce una serie di norme, che poi ho firmato con Bonafede e con il contributo decisivo dei parlamentari; tra le altre, quella che estende da sei mesi a un anno i termini per presentare querela per la violenza subita" commenta Bongiorno.

 

 

Proprio quest'ultimo punto sembra mettere a nudo la difesa da parte di Grillo del figlio, nel video diventato virale nel giro di poche ore. "Denigrare le vittime, tentare di ridicolizzarle, è un vecchio approccio. Se si è ritenuto di estendere i termini per presentare la denuncia è appunto perché ci si è resi conto che chi subisce violenza fa molta fatica a parlarne: per vergogna, per timore di non essere creduto, per paura di ritorsioni...". Alla domanda se avrebbe mai rivelato a Salvini gli atti del processo di Grillo, Bongiorno risponde con fermezza: "Un’accusa così assurda e sconclusionata può venire solo da chi parla senza sapere, senza conoscere me e la mia storia. Ho sempre tenuto rigorosamente distinta la mia attività professionale da quella politica".

L'avvocato non accetta le accuse che la vedrebbero strumentalizzare il caso a fini politici: "Ho assunto questa difesa nel luglio 2020, un anno dopo i fatti. E per mesi, di fronte alle insistenti richieste di interviste, ho perfino negato di aver assunto l'incarico. Ho riflettuto a lungo prima di accettarlo - confida - facendo presente alla ragazza e ai suoi genitori che la mia nomina avrebbe potuto essere oggetto di strumentalizzazione politica. Ma la famiglia, che mi conosce sia come avvocato sia per il lavoro svolto con Doppia Difesa, mi ha espresso totale fiducia. A quel punto ho accettato. E non l'ho detto a nessuno".

 

 

Giulia Bongiorno ci tiene a sottolineare questo punto "Ho sempre ribadito che non avrei diffuso una sola carta di questo processo. Non me ne faccio un vanto: ho solo agito secondo coscienza" e conclude "Le vittime di violenza sono persone rese fragili dal dolore. Le ragazze prima hanno assistito alla requisitoria di Grillo, adesso una delle due vede che chi riveste una funzione istituzionale di massimo rilievo tenta di infangare con accuse gravemente offensive e prive di ogni fondamento l’avvocato al quale si è affidata. Insomma, è oggettivo che siamo di fronte a una doppia interferenza".

 

 

 

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