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Eitan Biran "deve tornare in Italia": la decisione dei giudici di Tel Aviv, condannato il nonno

 Eitan Biran

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Eitan deve tornare in Italia. Il bambino di 6 anni, unico sopravvissuto della strage del Mottarone e al centro di una contesa giudiziaria tra la famiglia materna e quella paterna dovrà vivere a casa della zia paterna Aya Biran. E' questa la decisione del tribunale della Famiglia di Tel Aviv, secondo quanto riferito dal Jerusalem Post. Non solo. Il nonno Shmuel Peleg che lo ha "rapito" e portato in Israele dovrà anche farsi carico delle spese processuali, dovrà quindi pagare 70mila shekel (circa 18mila euro).

 

 

Il Tribunale dunque non ha accolto la tesi del nonno che Israele è il luogo normale di vita del minore né la tesi che abbia" due luoghi di abitazione", così scrive la giudice Iris Ilutovich Segal nella sentenza in cui impone il rientro in Italia accogliendo il ricorso di Aya Biran, affidataria legale del piccolo. Il bambino era stato portato in aereo, senza permesso, in Israele dal nonno materno lo scorso settembre dopo essere stato prelevato dalla casa a Pavia della zia Aya.

 

 

Il nonno per questo è indagato in Italia per sequestro di persona. Subito dopo Aya Biran si è rivolta al Tribunale della famiglia di Tel Aviv per il "rientro immediato" in Italia in base alla Convenzione dell'Aja. La sentenza della giudice è arrivata dopo due settimane dal termine delle udienze in Tribunale a Tel Aviv. 

 

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