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Meteo, l'incubo diventa realtà: caldo atroce? Scatta il razionamento dell'acqua

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Il caldo sta mettendo a serio rischio l'Italia. Le alte temperature, aggiunte a un lungo periodo di siccità, costringono le Regioni a prendere provvedimenti. Non è un caso che il Lazio sia a un passo dal dichiarare lo stato di calamità, mentre altri governatori pensano allo stato di emergenza. Tra le varie ipotesi, la riduzione dello spreco, con il razionamento fino allo stop dell'erogazione notturna dell'acqua. Almeno per quanto riguarda i bisogni non primari. Provvedimenti già adottati da diversi comuni, tra cui quelli del Piemonte dove si fa ricorso alle autobotti e alle chiusure notturne della distribuzione.

 

 

"Il Po è un rigagnolo - è preoccupato Alessandro Folli, presidente lombardo dell’Anbi (l’Associazione nazionale bonifiche irrigazioni e miglioramenti fondiari) -, quelli che venivano chiamati fiumi ora li chiamo torrenti". Stando ai dati citati dal Corriere della Sera sul Delta, il cuneo salino, ossia l’acqua del mare che risale lungo il fiume, è arrivato a raggiungere i 21 chilometri. Nemmeno i laghi sono immuni al caldo torrido: quello Maggiore ha un riempimento al 20 per cento, quello di Como al 18 con un livello di meno 9 centimetri rispetto allo zero idrometrico.

 

 

Una situazione allarmante, al punto che si teme un ulteriore rischio: la desertificazione. Questa, conferma Francesca Assennato, coordinatrice dell’Area monitoraggio integrato suolo e territorio dell’istituto, "interessa già un quarto del suolo italiano, ma la situazione può peggiorare a causa della siccità, soprattutto se persiste". Uno scenario preoccupante che per i prossimi 10-15 giorni non cambierà. Secondo Mattia Gussoni, meteorologo del sito iLMeteo.it, "perdurerà la presenza dell’anticiclone africano che staziona di fatto da inizio maggio, con temperature fino a 6/7 gradi oltre le medie climatiche di riferimento; questo si tradurrà verosimilmente in nuove ondate di caldo con punte massime verso i 38-40 gradi sulle pianure del Nord, nelle zone interne della Puglia e delle due isole maggiori". 

 

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