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Benedetto XVI, il grande mistero: "Perché si è dimesso"

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"Lo scandalo pedofilia fu il vero motivo dietro alle dimissioni di Ratzinger": lo scrive Dagospia, che affronta così uno dei misteri più grandi che ruota attorno alla figura del Papa emerito.  Quest'ultimo chiese massima trasparenza sull'argomento e varò anche una campagna di tolleranza zero, cosa che - come scrive Fausto Gasparroni per l'Ansa - diventò "un'arma a doppio taglio, che s'infiammò ancora di più negli anni successivi con le uscite delle varie indagini indipendenti o governative in diversi Paesi europei, in singole diocesi, come pure negli Stati Uniti".

 

 

 

A occuparsi della questione anche lo storico cattolico Roberto De Mattei, che all'Adnkronos ha detto: "Le ragioni profonde delle sue dimissioni sono ancora misteriose, inesplicabili, la motivazione della salute da lui dichiarata sembrerebbe smentita dal fatto che sia sopravvissuto in buone condizioni fisiche per dieci anni". E ancora: "L’ombra maggiore del suo Pontificato restano le sue dimissioni. Personalmente considero la sua rinuncia come un danno alla vita della Chiesa".

 

 

 

Il gesto di Papa Ratzinger, che si dimise lunedì 11 febbraio 2013 alle 11:41, ha certamente fatto la storia, suscitando non poche teorie, molte delle quali complottiste. Nel sottobosco del web, per esempio, si è spesso parlato di "gravi responsabilità dentro e fuori il Vaticano" e di "pressioni enormi" su Benedetto. Secondo altre teorie, invece, Ratzinger avrebbe rinunciato solo al "ministerium" e non al "munus" di Pietro. Dunque avrebbe lasciato l’esercizio pratico del ministero ma non il suo ufficio di Papa. Il che comporterebbe che Francesco, il suo successore, è un pontefice illegittimo.

 

 

 

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