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Vaticano, vietato vendere candele? Esplode la rivolta delle suore di clausura

Giordano Teodoldi
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C’è baruffa nel convento di clausura – chissà quante cose umane, troppo umane accadono in quei luoghi misteriosi senza che se ne abbia notizia! – perché alla Santa Sede è giunta notizia che le suore siano troppo disinvolte nell’uso dei social, evidentemente avendo più a modello Chiara Ferragni che l’anima pia di qualche santa, o la Vergine stessa che dà il nome al monastero benedettino di clausura “Maria Tempio dello Spirito” di Pienza (Siena). Contro le smanie mondane delle tredici suore, tra le quali la madre superiora Diletta, ex maresciallo delle Guardie forestali nelle Marche, è stato emesso perfino un decreto di commissariamento. Il 13 febbraio, per decisione del dicastero vaticano per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica (il ministero papale che vigila su abbazie, monasteri e conventi dei diversi ordini e comunità che fanno riferimento alla chiesa di Roma) è stata nominata una nuova superiora, prelevata dal monastero San Magno di Amelia (Terni). Ma le tredici impavide suore non ci pensano nemmeno a sacrificare la loro carismatica superiora, rifiutano la nuova e sembrano decise a un’insubordinazione clamorosa. Contro di loro è schiarato anche il sindaco di Pienza, come la Santa Sede ostile alle singolari attività delle benedettine, attestate anche dalla visita-ispezione di un delegato apostolico inviato in Val d’Orcia che ha osservato e riferito, in un verbale secretato come di regola, circa i mercatini messi su dalle monache in cui vendono candele, gadget e prodotti agroalimentari.

 


RIGIDI COSTUMI - Ma questo non sarebbe niente se non fosse che le suore, che dovrebbero osservare i rigidi, austeri costumi imposti dalla clausura, hanno creato una pagina Facebook del loro monastero, attraverso la quale si offre anche ospitalità all’interno del convento. Nel 2019, da questa pagina, le suore hanno pubblicato un invito rivolto alle giovani “dai 18 ai 38 anni per vivere un’esperienza nuova e condividere la nostra vita quotidiana a costo zero: penseremo a tutto noi”: un messaggio che fa invidia a certi annunci molto più goffi e squallidi pubblicati sui siti di viaggi e offerta di alloggi. Bisogna ammettere che la fraseologia scelta dalle suore è molto intrigante, e la fantasia di un lettore corre a immaginare cosa spinga le suore di clausura a contraddire così voluttuosamente (e felicemente diremmo) la loro scelta di una vita silenziosa, isolata, e per loro, evidentemente, monotona e tetra. C’è da dire che con la loro opposizione si dimostrano anche piuttosto temerarie, perché la sanzione cui vanno incontro rischia di essere nientemeno che lo sfratto dal convento di tutte e tredici, non solo della madre superiora come stabilito adesso, e soprattutto la riduzione allo stato laicale, che sarebbe l’umiliazione definitiva, un implicito qualificarle quali donne indegne di servire Dio e la Vergine. La diocesi intanto cerca di smorzare i toni, e in una nota fa sapere che «continuerà a sostenere la presenza dell’istituzione religiosa. Ovviamente il tutto deve svolgersi in obbedienza alle leggi civili e alle disposizioni canoniche e nell’accoglienza delle disposizioni della Santa Sede. Al momento non risulta che sia stata data esecuzione alle disposizioni dei decreti della Santa Sede. Ci auguriamo che presto si possa trovare un accordo e in tale contesto si rende presente che non sono autorizzate in alcun modo raccolte di denaro da inviare a conti del monastero o intestati a persone fisiche».

 


EPILOGO - Come andrà a finire questo appassionante romanzo? La spunteranno le ribelli, o saranno piegate? Tante, in passato, sono state le storie di donne consacrate in rivolta, sia nella storia pagana (basti pensare alle Baccanti di Euripide) che in quella del cristianesimo, come il famigerato caso del convento delle Orsoline di Loudon, in Francia, con le suore addirittura tacciate di possessione diabolica sotto l’impura alleanza della superiora Jeanne des Anges e di un prete libertino. Qui l’avversario però non sembra essere Satana, ma un seduttore forse attualmente più subdolo (e alcuni diranno che è la sua contemporanea incarnazione) cioè il richiamo della condivisione social, dell’apertura all’infinità non del Creatore ma della rete. 

 

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