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Condominio, il report: l'80% degli amministratori ci truffa, ecco come

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Secondo un sondaggio realizzato da Condes - società specializzata nel benessere abitativo -, il 43% dei condomini italiani sogna di avere un amministratore "che tenga una contabilità affidabile e trasparente per non rischiare di essere truffati". I veri mascalzoni, quelli che scappano dopo aver svuotato il conto condominiale, sarebbero una minoranza, che in alcune grandi metropoli arriva però a un 5% di casi. Ma se per truffa si intende accordarsi con le ditte a cui si affidano gli appalti condominiali per intascare una percentuale "si viaggia intorno all’80% dei condomini". Lo riporta La Stampa attingendo alle stime di Confabitare, "l’associazione che rappresenta i proprietari di immobili e che ogni mese riceve denunce e reclami da parte di condomini raggirati".

L'ingegner Francesco Burrelli, presidente di Anaci - la più grande associazione di amministratori locali -, sostiene che il problema debba analizzato "da ambo i lati, ossia anche da quello degli inquilini che scelgono quasi sempre l’amministratore che costa meno anziché quello più adeguato a ricoprire il ruolo". È infatti necessaria una legge che oltre ai tanti doveri già previsti sancisca anche i limiti della responsabilità oggettiva di chi amministra. Nel nostro Paese il “governo” dei condomini è affidato a 20 mila professionisti iscritti in ben 49 associazioni di categoria. Ma ad amministrare palazzi e palazzine sarebbero in realtà molti di più, almeno 80 mila. Una marea di funzionari nella quale si nascondono anche furbi e truffatori.

 

 

La normativa vigente però non aiuta i proprietari di immobili. L'amministratore infatti agisce su delega dei condomini che lo nominano. E questi ultimi sono responsabili delle sue azioni e debbono perciò controllarne e sorvegliarne l’operato. Altrimenti sono responsabili di omesso controllo e costretti a pagare una seconda volta i fornitori. Come è recentemente accaduto a mezza Casale Monferrato, in Piemonte. Parliamo degli abitanti di 85 condomini, oltre seimila persone che hanno scoperto di dover fare il bis ripagando le rate di gas, teleriscaldamento e acqua potabile che pensavano di aver saldato versando all’amministratore le loro quote condominiali.

Per fare fronte a tutti questi disagi, gli esperti di Condominioweb hanno dispensato qualche pratico consiglio: "Prima di tutto all’atto di nomina dell’amministratore indicare anche un condomino delegato, con diritto di chiedere direttamente alla banca gli estratti del conto corrente condominiale. Poi richiedere l’attivazione di un sito condominiale, dove l’amministratore è tenuto a caricare tutti contratti e fatture. Fermo restando il diritto di controllare i documenti in assemblea". E quando l’amministratore non fa chiarezza ricordarsi che non è inamovibile: lo si può sempre cambiare.

 

 

 

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