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Bocciato il mais Mon810

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"No agli Ogm in Italia"

francesca Belotti
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Bocciato il mais Mon810 della Monsanto. La Commissione Sementi non ha approvato il mais Mon810, per il quale era   stata richiesta l'iscrizione al registro delle varietà vegetali.   "L'iscrizione necessaria per avviare la coltivazione, nel nostro Paese, di una nuova varietà e il suo rifiuto si traduce, di fatto, nell'impossibilità di utilizzare tale varietà a scopo commerciale.   Gli Ogm, quindi, non possono essere coltivati nel nostro Paese,   nonostante uno sparuto gruppo di imprenditori agricoli, rappresentati   dall'associazione Futuragra, stia paventando da alcuni anni l'ipotesi   di voler abbracciare il modello industriale agro-biotecnologico". E'   il commento, in una nota di Verdi Ambiente e Società (Vas) alla   notizia diffusa oggi. "La difesa dell'agricoltura italiana è stata portata avanti da   tutte le istituzioni rappresentate all'interno della Commissione: dal   Ministero dellAgricoltura, dellAmbiente e della Salute e da 6 Regioni   (Lombardia, Veneto, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e   Basilicata)" commenta con soddisfazione Vas. "Il mais in questione, - continua la nota - modificato   geneticamente per autodifendersi da alcuni lepidotteri infestanti, è   stato introdotto in Europa nel 1998 con la promessa di ridurre   l'utilizzo di pesticidi. Da allora, si è attirato numerose critiche,  per effetti indesiderati all'ambiente e alla salute, valutati da studi  indipendenti (e non dall'Efsa, lAgenzia Europea che dovrebbe garantire  la Sicurezza Alimentare). L'ultimo ad essersi pronunciato in modo   negativo sull'uso del Mon810 è stato, nel gennaio 2010, l'Alto   Consiglio delle Biotecnologie francese, organo consultivo che ha   chiesto maggiori studi sull'impatto ambientale, sconsigliando il   rinnovo dell'autorizzazione. Inoltre, ben 6 Paesi si sono appellati   alla clausola di salvaguardia per impedirne l'uso sul proprio   territorio (Austria, Ungheria, Francia, Grecia, Lussemburgo e   Germania). Oggi anche dall'Italia è arrivato un chiaro e   inequivocabile messaggio, che sottende la scelta di un modello di   sviluppo sostenibile e, quindi, sicuramente Ogm-free".

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