È una corsa contro il tempo. Siamo a venerdì mattina e – dicono le previsioni – al Nord la pioggia è annunciata tra sabato pomeriggio e domenica, forse anche con un significativo abbassamento delle temperature. Morale: abbiamo ancora davanti trentasei-quarantott’ore non solo di caldo, ma soprattutto di strategia della paura, di panico di massa alimentato da giornali e tv, al grido di (...) “eventi estremi”, “cambiamento climatico”, e tutto il repertorio del tremendismo applicato al meteo.
Sullo stile del terribile triennio Covid, qualcuno si è già messo a fare un calcolo (abbastanza farlocco) dei morti, annotando sul conto del caldo pure i decessi di pazienti fragili, gravati da numerose patologie pre-esistenti. Era lo stesso macabro gioco di non poche statistiche pandemiche, quando i morti “con Covid” venivano inequivocabilmente presentati come “morti di Covid”. Ecco: ma allora perché parlavo di corsa contro il tempo? Perché nelle prossime trentasei-quarantott’ore si apre e si chiude la finestra temporale in cui i temibilissimi televirologi – esodati televisivi dalla fine della pandemia – potrebbero tornare sul luogo del delitto, sottoporsi al rito del trucco e parrucco, e tentare di proporsi come grandi consulenti “scientifici” contro il caldo.
Antonella Viola, il "vaffa" a Bassetti: "Ti mando un bacio con il braccio di Elodie"
Ancora una volta, sono "stracci volanti" tra Matteo Bassetti e Antonella Viola. Ad aprire il fuoco per primo, ...Ricapitolando. Un turno di riposo per il circo dei chiacchieroni sul caso Garlasco, e dentro – dalla panchina al campo – una compagnia mista: qualche svalvolato attivista ecointegralista (al grido di: «Moriremo tutti», con crisi isterica a favore di telecamera), e poi appunto un po’ di camici bianchi, di reduci della telepredicazione pandemica, di spacciatori di terrore. Già le prime avvisaglie si sono registrate ieri, con la riapparizione della mitica professoressa Antonella Viola.
Sentita dal sito del Corriere della Sera, la Viola ha come sempre dato spettacolo. Sintetizzo con parole mie: non esagerate con gli integratori, l’alcool è cancerogeno, no alle bevande zuccherate, e poi – non vi scordate – «frutta e verdura di stagione come albicocche, pomodori e cetrioli». Occhio soprattutto ai cetrioli, direi io, ma la metafora rischia di essere troppo rozza. Mancano solo i consigli di tante indimenticabili edizioni dei vecchi tg estivi: tipo «Non uscite nelle ore calde». Eh certo, perché con trentotto gradi, ai nostri “esperti” non viene in mente che ciascuno di noi preferirebbe starsene al fresco, potendo. E invece no: le virostar ci immaginano tutti desiderosi di uscire con il solleone, magari con un fiasco di vino per dissetarci.
Ma non divaghiamo. Il punto è che, spuntata una Viola, diventa difficile arginare le “varianti”: la variante Pregliasco (con risata incorporata), la variante Bassetti (con tre clippini su Instagram in omaggio), la variante Burioni (con sbroccata su X e eventuali insulti personalizzati per ciascun interlocutore che osi rispondergli). E capite bene che si tratta di varianti l’una più minacciosa dell’altra. Scherzo, ma tanto vale portarci avanti con il lavoro. Anche se – onore al merito – era stato Checco Zalone, qualche Sanremo fa, a capire tutto: “La curva è andata giù/sta per finire il sogno/nessuno si spaventa più (...). Pandemia ora che vai via/che ci faccio con la rosolia/Pandemia se te ne vai via/lavo i piatti in qualche pizzeria...”.
Esagerava? Forse per difetto, vista la tenacia e lo zelo con cui diversi virologi del terrore hanno continuato per anni a spargere le ultime dosi rimaste di panico, comunicandoci con arietta minatoria che – una prima volta – l’abbiamo scampata, ma domani non si sa, perché nuove sciagure sono sempre dietro l’angolo. E allora state in guardia, e tenete il telecomando a portata di mano. Il nemico è in agguato. Si scherza, ovviamente. O forse no.