Ocean Viking, tubercolosi a bordo ma l'equipaggio vuole sbarcare ugualmente

venerdì 29 agosto 2025
Ocean Viking, tubercolosi a bordo ma l'equipaggio vuole sbarcare ugualmente

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Tubercolosi a bordo della Ocean Viking. Il personale della nave della ong Sos Mediterranee è ancora bloccato a bordo a causa di protocolli anti-tubercolosi. La notizia è arrivata in una nota diffusa dalla stessa organizzazione non governativa che ha sbarcato lunedì 25 agosto 87 persone ad Augusta, in Sicilia. Da allora, alla nave è stato ordinato di rimanere fuori dal porto e 34 persone. Durante lo sbarco un minore non accompagnato è stato messo in isolamento dall'Usmaf (le autorità sanitarie italiane responsabili della valutazione sanitaria all'arrivo) e sottoposto a test per la tubercolosi (Tbc), con esito positivo.

Il caso era stato precedentemente identificato dal personale medico di Sos Mediterranee-Ficr a bordo, che aveva attivato la procedura di isolamento, come previsto dalle linee guida mediche, e aveva indirizzato il paziente alle autorità sanitarie italiane per il follow-up medico all'arrivo. Motivo per cui le autorità sanitarie italiane non hanno concesso la "libera pratica" alla Mv Ocean Viking. Si tratta di una dichiarazione necessaria per consentire all'equipaggio di sbarcare a seguito della certificazione di esenzione da malattie infettive della nave da parte delle autorità sanitarie competenti. 

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Ma la ong non ci sta: "Siamo profondamente preoccupati per questa situazione, poiché la logica di una procedura così prolungata rimane poco chiara e incoerente con gli standard medici internazionali sulla prevenzione e il trattamento della tubercolosi. Il sopravvissuto è stato immediatamente isolato a bordo dal nostro equipaggio, riducendo al minimo le interazioni e utilizzando sempre i DPI, prima di essere indirizzato all'USMAF come da prassi consolidata. I test di Mantoux sono stati eseguiti meno di 96 ore dopo il primo contatto, un lasso di tempo in cui l'infezione non può essere rilevata. Le linee guida internazionali, come gli Standard dell'Unione Europea per la Cura della tubercolosi (ESTC), riconoscono che il test cutaneo eseguito immediatamente dopo l'esposizione è privo di significato dal punto di vista medico, poiché la risposta immunitaria diventa rilevabile solo settimane dopo. Inoltre, il test è stato applicato universalmente piuttosto che in base al rischio effettivo: prove scientifiche e linee guida della European Respiratory Society (ERS) e dell'ECDC dimostrano che una trasmissione significativa richiede un'esposizione prolungata e non protetta, cosa che non si è verificata in questo caso" ha commentato Angelo Selim, coordinatore delle operazioni di ricerca e soccorso a bordo dell'Ocean Viking.