Il misterioso “leprotto” evocato da Massimo Lovati è stato il punto di partenza inatteso del dibattito andato in onda a Quarto Grado, il programma condotto da Gianluigi Nuzzi in onda su Rete 4. Un’immagine curiosa e per certi versi criptica che l’avvocato Fabrizio Gallo ha evocato per spiegare le ombre che avvolgono il delitto di Garlasco. Un dettaglio apparentemente marginale, ma che secondo il legale si inserirebbe in un quadro più ampio di dubbi, testimonianze incerte e possibili figure ancora non emerse.
Invitato in studio per affrontare nuovamente il nodo della posizione di Andrea Sempio, Gallo - difensore di Massimo Lovati nell'ambito del caso di presunta diffamazione nei confronti dello studio Giarda - ha innanzitutto rimarcato la sua posizione sul tema dello scontrino di Vigevano, che secondo alcune ipotesi potrebbe rivelarsi tutt’altro che un elemento a favore del giovane.
Il legale ha ricordato come i sospetti sul ticket siano emersi ben prima che assumesse la difesa di Lovati: "Il problema dello scontrino - ha spiegato l'avvocato - me lo sono posto ancor prima di difendere Lovati", ha affermato. Dunque ha poi aggiunto: “Se si presenta lo scontrino è un alibi, altrimenti mi devi spiegare perché l’ha depositato. Quando tu lo presenti ha un valore in quel momento, come mai io, in una trasmissione dove non ero l’avvocato di Lovati, mi scontro con lui e lui mi dice che vale zero?".
Garlasco, il movente di Andrea Sempio e le voci-choc sulla prossima primavera
Si stringe il cerchio attorno ad Andrea Sempio dopo l’esito del test indipendente del Dna condotto dal tribunale. ...Un tema che Gallo dice di avere affrontato più volte con il suo assistito, pur con i limiti di quel che si può effettivamente verificare dopo così tanti anni: “Con Lovati ci confrontiamo sempre ma non possiamo fare verifiche. Non penso sapesse Lovati di questo testimone. Quando poi ci siamo confrontati su questo punto, abbiamo alzato un po’ le spalle", ha ammesso.
Inevitabile un passaggio sulla possibilità che emergano nuovi testimoni in grado di offrire una prospettiva diversa su quanto accaduto nel 2007. Ed è su questo punto che l’avvocato resta volutamente enigmatico. Ma non solo: spunta pure il "leportto". "Supertestimone? L’avvocato Lovati, di solito, quando fa una rappresentazione di un personaggio del genere non parla mai a vanvera; pare che ve ne sia anche un altro di personaggio, così mi raccontava un giorno, anche con me parla a codici... dice che ci potrebbe essere un altro personaggio”, ha spiegato. Dunque la spiazzante precisazione: "A volte non so dove finisce la verità e dove inizia la fantasia, parlava di un leprotto".
Le sue parole hanno suscitato la reazione di Carmelo Abbate, che ha invitato a evitare allusioni e a mantenere il rispetto dovuto a Chiara Poggi e a tutte le persone coinvolte. Gallo, a quel punto, ha voluto ridimensionare l’enigma: "Noi aspettiamo i fatti concreti. Non so chi è il leprotto, se lo sapessi lo direi". Ai misteri di Garlasco, si aggiunge ora il mistero del leprotto.




