A Roma, nella zona di Malafede, un tragico incidente ha segnato la vigilia di Capodanno 2026. Intorno alle 17:30 del 31 dicembre, Ion Botnari, 63enne di origine moldava, è morto in via Cortemaggiore dopo che un petardo rudimentale gli è esploso in mano. L’ordigno, probabilmente acquistato illegalmente, è deflagrato mentre l’uomo lo maneggiava da solo in strada, provocandogli gravi lesioni al petto e alle mani e un’emorragia fatale. Nonostante il rapido intervento del 118, non c’è stato nulla da fare.
Sul posto sono accorsi i carabinieri. Il figlio della vittima è stato trovato in possesso di una batteria di fuochi d’artificio.L’episodio arriva dopo l’ordinanza anti-botti firmata dal Campidoglio e una serie di sequestri preventivi in tutta la regione.
A Frosinone, nel pomeriggio dello stesso giorno, la Guardia di Finanza ha scoperto un laboratorio clandestino per la produzione di fuochi pirotecnici illegali all’interno di un’abitazione privata abitata da un’intera famiglia. Sequestrati oltre 7.500 articoli artigianali, oltre a materie prime chimiche e polveri esplosive utilizzate per la fabbricazione rudimentale.Nel Viterbese, controlli straordinari hanno portato al sequestro di 3.245 fuochi d’artificio (categorie F2, F4 e P1), con quasi tre quintali di materiale esplosivo netto e un peso lordo di circa tre tonnellate. La merce era detenuta in quantità doppia rispetto al consentito, in un deposito non autorizzato, rappresentando un grave rischio per la sicurezza pubblica. L’esercente è stato inoltre sorpreso a vendere petardi di categoria P1 e F2 a minori di 14 anni, pratica vietata.




