Aurora Livoli, 19enne nata a Roma e residente a Monte San Biagio (Latina), è stata trovata senza vita la mattina del 29 dicembre 2025 nel cortile di un condominio in via privata Paolo Paruta, nella periferia nord-est di Milano, zona Cimiano vicino a via Padova. Il corpo, semi-svestito – con pantaloni abbassati, senza intimo né maglietta, e un giubbotto sul petto – presentava lividi sul collo e sul volto, compatibili con uno strangolamento, oltre a un ematoma a un occhio.
Accanto, slip, una maglia, calze, pantaloni di pigiama rosso e un pacchetto di sigarette.Identificata solo il 30 dicembre grazie a frame diffusi dai carabinieri e riconosciuti dai genitori adottivi, Aurora si era allontanata volontariamente da casa il 4 novembre, non era la prima volta. L'ultimo contatto con la famiglia risale al 26 novembre: in una telefonata aveva rassicurato di stare bene ma escluso il rientro, senza rivelare dove si trovasse.
I genitori, preoccupati per possibili "brutte compagnie", avevano denunciato la scomparsa il 10 dicembre.Le indagini, coordinate dal pm Antonio Pansa con fascicolo per omicidio volontario, puntano su un possibile femminicidio, ipotizzando anche violenza sessuale. Chiave le telecamere: riprendono Aurora entrare nel cortile la notte del 28 dicembre, apparentemente tranquilla, seguita da un uomo alto, magro, con capelli ricci corti e giubbotto scuro (o pile bianco in alcune descrizioni). Lui esce solo circa un'ora dopo. I carabinieri cercano di localizzare il cellulare scomparso della ragazza per ricostruire movimenti e contatti attraverso celle e tabulati. L'autopsia, prevista per il 2 gennaio 2026, chiarirà causa della morte, eventuali abusi e tossicologia.




