Un giallo colpisce le comunità di Tezze sul Brenta e Rosà: da giorni non si hanno notizie di Antonio Menegon, ingegnere 78enne consulente nella battaglia contro gli autovelox irregolari. Menegon, che abita a Tezze sul Brenta, da anni gestisce una galleria d'arte in via Garibaldi a Rosà. Ed è proprio qui, nel suo ufficio, che i carabinieri e i vigili del fuoco, allertati per le ricerche, hanno trovato le chiavi di casa, un pc ancora acceso, il telefono cellulare e, all'esterno dello stabile, il furgone e l'auto dell'ingegnere. "Vista l'anomalia della scomparsa e la preoccupazione dei suoi cari chiediamo a chiunque abbia visto qualcosa di segnalarlo alle forze dell'ordine", è l'appello lanciato tramite Rete Veneta dalla sindaca di Rosà Elena Mezzalira.
Anche il primo cittadino di Tezze, Luigi Pellanda, si dice sconvolto. "È un'amara sorpresa, la comunità è scossa perché non si sa dove è andato a finire". "Se qualcuno lo ha sentito, o ha notizie certe e verificabili sul suo stato di salute e sul fatto che stia bene, chiediamo di farcelo sapere in modo riservato. Niente supposizioni, niente commenti inutili. Solo informazioni affidabili", è invece l'appello lanciato da Altvelox, con cui l'ingegnere veneto collabora da tempo. "Ci ha chiamato venerdì 2 gennaio alle 14.45 - scrive l'associazione su Fb - Lo avevamo richiamato pochi minuti dopo e poi ancora altre volte sino a ieri ma senza alcuna sua risposta".
Famiglia nel bosco, Catherine fuori controllo? "Esplosioni d'ira, non si trattiene"
La vicenda di Nathan Trevallion, Catherine Birmingham e dei loro figli, cioè la cosiddetta “famiglia nel bo..."Antonio è la persona che, con il suo lavoro, ha contribuito in modo decisivo a portare la Procura di Cosenza ai sequestri del T-Exspeed 2.0 su scala nazionale. A lui chiedevamo consigli e verifiche, perché sapeva tenere insieme tecnica, fatti e documenti, senza slogan", continua Altvelox, che poi conclude: "In certi momenti il lavoro passa in secondo piano, e resta solo l'essenziale: la persona, l'amico" e "speriamo, davvero, di poter dire presto che Antonio sta bene". Ad alimentare la preoccupazione, un altro dettaglio: una telecamera lo avrebbe visto salire su un furgone guidato da una seconda persona.




