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Brescia, 5 anni allo stupratore della bimba? FdI, mossa contro le toghe di Brescia

di Andrea Muzzolongiovedì 15 gennaio 2026
Brescia, 5 anni allo stupratore della bimba? FdI, mossa contro le toghe di Brescia

3' di lettura

Appena 5 anni di carcere per lo stupro di una bambina di 10 anni. Anzi, riprendendo la sentenza del Tribunale di Brescia, per “atti sessuali con minorenne”. La condanna inflitta a un 29enne bengalese che quella bambina l’aveva anche messa incinta - ha suscitato sdegno: una pena lieve che ha preso per buona la difesa dell’imputato. Fin dal principio, infatti, il suo avvocato ha sostenuto la tesi della consensualità dei rapporti; posizione evidentemente condivisa dal giudice. Ma il pronunciamento, che ha colto di sorpresa anche il procuratore capo di Brescia, è presto diventato un caso, tanto da arrivare fino al Parlamento. Per questo, come annunciato dalla consigliere regionale bresciana di Fratelli d’Italia, Barbara Mazzali, il partito del premier chiederà un’ispezione ministeriale nel Tribunale. A presentare la richiesta sarà il senatore Sandro Sisler, che a Libero ha spiegato come sia «ovvio che la politica si interroghi sui criteri adottati dal giudice per arrivare a questa pena». Per il meloniano, infatti, si tratta di «una decisione che lascia basiti» poiché «quella commessa nei confronti di una bambina di appena 10 anni può essere solo una violenza».

Specie, ha sottolineato il senatore, considerando «il contesto difficile all’interno del quale si è consumato il fatto: un centro di accoglienza per migranti». L’annuncio dell’interrogazione parlamentare ha immediatamente scatenato la reazione dell’Associazione nazionale magistrati di Brescia. La giunta esecutiva, tramite un comunicato, ha espresso «forte preoccupazione» per la richiesta di un’ispezione per verificare la «regolarità dei criteri adottati». E ha ammonito quanti chiedono chiarezza affinché siano «rispettosi dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura». L’associazione delle toghe ha poi protestato sostenendo che «la critica legittima ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria non può mai risolversi né in attacchi gratuiti alla persona del magistrato che li ha adottati né nell’invocazione di un improprio uso dei poteri ispettivi del Ministro della Giustizia» per «sindacare il merito delle decisioni assunte». Una richiesta, quella di Fratelli d’Italia, che ha particolarmente infastidito l’Anm perché arrivata «senza che neppure sia stata ancora depositata la motivazione della sentenza». Se è vero che le ragioni devono ancora essere depositate, Sisler ha sottolineato come comunque «sia avvenuta una derubricazione del reato rispetto alle richieste della procura». Per lui, «non può esisterci consenso tra una bambina di 10 anni e un uomo di quasi 30». Quanto alla presa di posizione dell’Anm, il senatore di Fratelli d’Italia ha detto: «Penso che i magistrati si stiano agitando eccessivamente. Io presenterò un’interrogazione in merito, poi sarà compito del Ministero valutare se attendere o meno le motivazioni». «Sperando - ha chiosato ironicamente Sisler- che non passino anni prima che vengano depositate».

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Intanto, il legale del bengalese fermato il 4 ottobre 2024- è tornato a ribadire come, per lui, la sentenza sia tutt’altro che lieve. «Non è assolutamente, come è stato detto da tanti politici, una pena nel minimo edittale», ha spiegato Davide Scaroni. «Addirittura- ha continuato - con la concessione delle attenuanti generiche e la diminuzione derivante dal giudizio abbreviato, la pena finale poteva essere di 2 anni e 8 mesi». Insomma, per il difensore «è stata applicata la legge come è vigente nel nostro ordinamento» senza sconti. In più Scaroni ha voluto evidenziare che il suo assistito, dal momento della detenzione nel carcere di Cremona, «ha intrapreso un percorso di rielaborazione che sicuramente lo ha portato a comprendere ancor di più la gravità dei fatti» e «nel corso del processo ha risarcito con tutto quello che aveva» la madre delle vittima che si era costituita parte civile nel processo. Eppure lo sconcerto rimane in tutto il centrodestra. «Parliamo di un crimine aberrante ai danni di una minore- hanno dichiarato i leghisti Alessandro Corbetta e Floriano Massardi - che ha portato a una gravidanza e a un aborto terapeutico». Una sentenza che «conferma l’urgenza di una riforma profonda della giustizia per ristabilire certezza e proporzionalità della pena, senza attenuanti». Categorico è anche l’europarlamentare di Fdi Paolo Inselvini: «La bambina porterà questo peso e questo dolore per tutta la vita mentre la pena inflitta, finirà molto molto prima. Non possiamo chiamare tutto questo giustizia!».