Vietato anche solo parlare di Charlie Kirk in Italia. Chi lo fa, viene minacciato di morte. Il caso riguarda Luca Babudieri, coordinatore di Fratelli d'Italia a Sassari, che ha deciso di organizzare una conferenza sul libro Charlie Kirk - La fede, il coraggio e la famiglia scritto da Gabriele Caramelli, giornalista del Secolo d'Italia, e pubblicato dalla casa editrice Passaggio al bosco, già contestata poche settimane fa alla fiera romana Più libri più liberi in quanto giudicata "filo-fascista" e "filo-nazista".
Per aver condiviso sui social la locandina dell'evento, Babudieri ha ricevuto un commento decisamente inquietante: "Hai il collo troppo intatto te". Un altro elemento a riprova dell'odio rosso che sempre più in questi mesi sta colpendo esponenti del centrodestra, in ogni angolo d'Italia e a qualsiasi livello politico.
"Da poco la Nuova Sardegna ha additato i ragazzi di Azione studentesca come 'estremisti di destra' solo perché hanno ricordato la strage di Acca Larentia - ricorda il giovane meloniano intervistato dal Secolo d'Italia -. Penso che sia un fatto molto grave, perché non si può creare un bersaglio per fomentare inutilmente le persone".
La conferenza su Kirk, l'attivista conservatore americano ucciso lo scorso settembre nello Utah con un colpo di pistola alla gola in uno dei suoi tanti incontri pubblici nelle università, è doverosa, spiega Babudieri, per "ribadire che per noi il dialogo è fondamentale, anche con persone che la pensano diversamente. Abbiamo deciso di invitare un esponente del Pd, attraverso il sindaco Giuseppe Mascia, ma ci ha detto che per motivi personali non parteciperà. Tra l'altro, ci è stato comunicato che nessun'altra carica dem presenzierà al convegno e io lo trovo preoccupante, perché è la dimostrazione che la sinistra italiana non ha più la capacità di confrontarsi".
Sotto il post di Instagram su cui Fratelli d'Italia e Gioventù nazionale hanno promosso il convegno, "è arrivato un commento diretto a me. Bisogna ricordare che Kirk è stato assassinato con un colpo d'arma da fuoco alla gola. Non è la prima volta che da sinistra usano un linguaggio violento nei nostri confronti". In ogni caso, conclude il coordinatore di FdI, la deriva violenta nella sinistra radicale "già c'è, visto che quattro ragazzi di Gioventù nazionale sono stati aggrediti nella notte tra il 6 e il 7 gennaio a Roma, mentre provavano ad affiggere dei manifesti. Per colpa dei cortei antagonisti in tutta Italia vengono sfasciate le vetrine degli esercizi commerciali e picchiati gli agenti. Da parte della sinistra radicale c'è un linguaggio d'odio sempre più grande". Nell'indifferenza dei loro referenti politici "ufficiali".




