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La Spezia, Atif e la frase choc prima di uccidere: "Cosa succede in Italia?"

domenica 18 gennaio 2026
La Spezia, Atif e la frase choc prima di uccidere: "Cosa succede in Italia?"

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I professori lo descrivono come uno "studente modello". Ma Zouhair Atif, lo studente di 19 anni che ha ucciso a coltellate il 18enne Youssef Abanoud Safwat Roushdi Zaki all'istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia, aveva forse una doppia anima. E i compagni di scuola di entrambi, scrive il Corriere della Sera, rivelano come nell'ultimo periodo avesse manifestato inquietanti propositi a una insegnante dell'istituto. 

"Lei fece un incontro con i ragazzi e chiese a ognuno di esprimere un sogno. Quando fu il turno di Atif, lui se ne uscì così: 'Mi piacerebbe vedere che emozione si prova a uccidere una persona'. Dopo una roba del genere lei non ha fatto nulla". Non solo: "Per un periodo Atif andava in giro chiedendo cosa succede in Italia a uno che ammazza una persona".

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Dettagli che potrebbero contribuire ad aggravare le accuse ai danni del giovane di origini marocchine, che agli inquirenti ha peraltro ammesso la volontà di "vendicarsi" per uno scambio di foto tra la ragazza e il compagno di scuola, versione poi parzialmente ritrattata nell'interrogatorio. In ogni caso, l'elemento della premeditazione è al vaglio della Procura ligure.

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Il padre dell'assassino intanto chiede scusa alla famiglia di Youssef: "Io sono padre e penso a un altro padre che ha perso suo figlio - dice in una intervista sempre al Corsera -. Voglio chiedere scusa a lui, alle sorelle del ragazzo, a tutta la sua famiglia. Proprio perché padre capisco il loro dolore. Mi dispiace tantissimo per quello che è successo". Il padre di Atif racconta: "Io lavoro dalla mattina alla sera. Faccio il giardiniere, ma conosco mio figlio. Non riesco ancora capire cosa è successo. È qui dal 2015 non mi ha mai dato problemi". "Ripeto non so che dire. Mio figlio è un bravo ragazzo - prosegue la famiglia dell'aggressore - e un gran lavoratore. Veramente questa cosa non mi pare una cosa che può fare uno con il suo carattere". Chi è Atif? "Un ragazzo buono - conclude il padre - che si impegnava tanto nello studio e nel lavoro. Non beve, non fuma. Faceva il professionale perché voleva poi fare il tecnico nautico. Quando tornava a casa portava sempre un dolce o un regalo ai fratellini".