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Claudio Carlomagno, la vigliaccata: come ha usato il padre per coprirsi

di Roberto Tortoragiovedì 22 gennaio 2026
Claudio Carlomagno, la vigliaccata: come ha usato il padre per coprirsi

2' di lettura

Un messaggio breve, secco, dal significato inequivocabile: “Scusateci per quello che ha fatto nostro figlio”. È l’unico segno di vita arrivato dai genitori di Claudio Carlomagno nel giorno in cui viene ritrovato il corpo di Federica Torzullo. Poche parole di cordoglio, nessuna difesa, nessuna attenuante. Solo la presa d’atto di una verità assoluta: femminicidio.

Pasquale Carlomagno ha 69 anni ed è a capo di un’azienda di smaltimento terra, la stessa in cui il figlio lavora come socio di minoranza e contabile. Accanto a lui c’è la moglie, Maria Messenio, poliziotta in pensione. Fino a pochi giorni fa era anche assessora alla Sicurezza del Comune di Anguillara Sabazia, poco più di 20mila abitanti alle porte di Roma. Un incarico lasciato martedì mattina, travolta da giorni di minacce di morte sui social. Ora ha paura anche della sua ombra. E non sa nemmeno se riuscirà a presentarsi ai funerali. La loro casa di via Tevere sembra una dimora fantasma: finestre chiuse, citofono che suona a vuoto, un gatto bianco che vaga solo nel giardino.

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È lì che Claudio Carlomagno si era rifugiato dopo il sequestro dell’appartamento di via Costantino, quello dove viveva con la moglie Federica. I genitori lo avevano accolto senza mai difenderlo, nemmeno in privato. Ha raccontato la Messenio ai carabinieri: “Con mio figlio Claudio i rapporti erano praticamente interrotti da quattro anni. Claudio aveva rapporti solo con la famiglia di lei, per loro era come un altro figlio”. Entrambi i genitori saranno ascoltati di nuovo. Soprattutto il padre, che la mattina del 9 gennaio si era presentato sotto casa del figlio con il furgone alle 7, mentre il femminicidio era in corso. Ha citofonato, poi ha chiamato Claudio. Lo ha rivisto solo dopo, quando Federica era già stata sepolta. All’inizio gli investigatori avevano ipotizzato un suo coinvolgimento. Claudio aveva fornito una ricostruzione falsa dei propri spostamenti. Una versione che Pasquale, in buona fede, aveva ripetuto. Ma quando gps, telecamere e celle telefoniche hanno parlato, il castello di bugie è crollato. Ed è allora che il padre ha capito di essere stato usato dal figlio per costruirsi un alibi.

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