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Garlasco, bomba della Bruzzone: "L'azione che inchioda Alberto Stasi"

sabato 31 gennaio 2026
Garlasco, bomba della Bruzzone: "L'azione che inchioda Alberto Stasi"

(LaPresse)

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Le incongruenze nel racconto di Alberto Stasi tornano al centro dell’attenzione a Quarto Grado, dove Roberta Bruzzone ha messo in fila una serie di elementi che, a suo giudizio, rendono ancora una volta non credibile la versione fornita dall’ex fidanzato di Chiara Poggi. Al centro delle sue considerazioni, le modalità con cui Stasi avrebbe attraversato la villetta di Garlasco la mattina del 13 agosto 2007 senza sporcarsi di sangue.

Secondo una recente consulenza richiesta dalla famiglia Poggi, le macchie presenti sul pavimento della casa di via Pascoli dimostrano che chiunque fosse entrato in quel contesto non avrebbe potuto evitare di lasciare tracce evidenti sulle scarpe. Un dato che rafforza quanto già stabilito in via definitiva: Stasi non avrebbe potuto essere il semplice scopritore del corpo, ma l’autore dell’omicidio.

È su questo punto che Bruzzone ha annunciato un nuovo approfondimento basato sugli atti processuali. “Ci sono aspetti molto interessanti che non sono mai stati trattati, ci sono elementi che sconfessano Stasi in maniera molto molto evidente”, ha spiegato la criminologa, parlando apertamente di ulteriori bugie nel racconto dell’uomo. In particolare, l’attenzione si concentra su ciò che Stasi sostiene di aver fatto una volta entrato nella villetta. “Ci sono almeno due passaggi nel racconto di Stasi che sono impossibili”, ha affermato Bruzzone nel corso della trasmissione.

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Lo studio in corso, ha aggiunto, potrebbe fornire nuovi strumenti alla parte civile. “Mi sto concentrando su quello che Stasi riferisce di aver fatto sulla scena, parla di una azione che riferisce di aver fatto: sulla scorta di queste indicazioni le parti potranno fare ulteriori valutazioni”. Secondo l’esperta, questi elementi potrebbero irrobustire ulteriormente la tesi secondo cui l’allora fidanzato di Chiara Poggi non può essere rientrato in casa nel modo da lui descritto.

Nel frattempo, i consulenti della famiglia Poggi stanno rileggendo i dati già acquisiti, mentre proseguono le indagini che vedono indagato Andrea Sempio. Un lavoro che, spiegano i legali Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, conferma le conclusioni della perizia geomatica del 2014: la possibilità che Stasi abbia percorso la casa senza lasciare impronte sarebbe pari allo 0,00002%. Un margine che, ancora una volta, mette in crisi la figura del “finto soccorritore”.

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