"Preso atto che l'opera presentava fisionomie non conformi all'iconografia originale e al contesto sacro, il Vicariato, in piena sintonia con il parroco, ha chiesto che, previo coordinamento e autorizzazione della proprietà (Fondo Edifici di Culto) e della Soprintendenza, si provveda al ripristino dei tratti originari del volto, nell'esclusivo interesse della tutela del luogo di culto e della sua funzione spirituale". Lo afferma una nota dell'Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Roma in merito all'episodio del restauro della figura di un angelo nella Cappella di Umberto II, nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, con i tratti somatici della premier Giorgia Meloni. Il Vicariato rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio artistico ecclesiale, sempre attraverso una leale e costante collaborazione con le istituzioni dello Stato preposte alla tutela. Di fatto, l'affresco restaurato sarà riproposto nella versione originale perché "divisivo" e causa di un eccessivo "pellegrinaggio" di curiosi.
A cancellare l'affresco è stato lo stesso restauratore che lo aveva raffigurato nella chiesa nel cuore di Roma, il volto dell'angelo con le sembianze della premier Giorgia Meloni che tanta curiosità e polemiche ha suscitato in questi giorni. "E' stato rimosso, del resto ho sempre detto che se fosse stato divisivo lo avremmo fatto. E poi c'era una processione di persone che venivano per vederlo e per farsi un selfie, non per pregare... non era possibile. Persino Fiorello ha ironizzato sulla fila per vedere il dipinto", dice sorridendo all'agenzia Ansa il parroco di San Lorenzo in Lucina, monsignor Daniele Micheletti, nell'ufficio parrocchiale, circondato dai numerosi anziani parenti di un parrocchiano del quale il sacerdote ha appena celebrato i funerali.
Angelo Meloni, addio al viso della premier: torna la versione precedente
Nuovo capitolo dell’ormai celebre “caso dell’angelo” restaurato nella basilica di San Lorenzo in...Solo domenica scorsa i fedeli avevano sentito dire dal parroco alla fine della messa: 'Andate in pace. E ora spazio ai curiosi...' con un cenno eloquente della mano. Il Vicariato, in una nota, evidenzia che "l'opera presentava fisionomie non conformi all'iconografia originale e al contesto sacro" e chiede che "si provveda al ripristino dei tratti originari del volto". I turisti arrivati oggi per vedere l'affresco divenuto improvvisamente celebre, si dicono soddisfatti quando apprendono della rimozione del volto delle polemiche ma al tempo stesso sembrano dispiaciuti per non essere arrivati in tempo per vederlo. "Mi sembra una vicenda pazzesca - afferma un uomo - ma la cosa più incredibile è che mezza Roma sia venuta qui per vedere il dipinto".
Molti osservano che "una persona che fa il proprio lavoro dovrebbe farlo rispettando la storia dell'affresco e della chiesa". "Il mio docente di Storia dell' arte alla Sapienza, afferma Martina, 22 anni, l'altro giorno a lezione ha parlato di mancanza di professionalità da parte del restauratore". La notizia è arrivata anche sui giornali svizzeri, racconta Lorena, a Roma con figlia e marito. "L'autore non doveva proprio dipingere questo volto, è evidentemente un supporter della Meloni ed è giusto averlo rimosso", commenta.
Angelo Meloni, il restauratore cancella il volto: "Chi me lo ha chiesto"
"Me lo ha chiesto il Vaticano": il restauratore Bruno Valentinetti ha rivelato di aver cancellato il volt...Intanto, a tenere impegnata la ressa di cronisti che chiede di poter parlare con il restauratore, Bruno Valentinetti, o almeno con il parroco, è Federico Falcolini, amico di quest'ultimo dal quale, tanti anni addietro, è stato sposato. "Hanno fatto bene a rimuovere quel volto ma è stata una tempesta in un bicchier d'acqua. Per me ora si potrebbe optare per una soluzione radicale, una bella imbiancata", sintetizza. E aggiunge che monsignor Micheletti è tranquillo, per nulla turbato per la vicenda. "Chi ora ha fatto il restauro - spiega - era anche l'autore del dipinto originale ma certo in chiesa ci sono ragioni di opportunità, altrimenti c'è chi può dire 'dateve 'na regolata'. Intanto, il soprintendente speciale di Roma, Daniela Porro, ha fatto presente al rettore della Basilica che, per qualsiasi intervento di ripristino, è necessaria una richiesta di autorizzazione al Fondo edifici di culto del ministero dell'Interno proprietario dell'immobile, al Vicariato e alla Soprintendenza Speciale di Roma con accluso bozzetto dell'immagine. Il sì del Vicariato è già arrivato.




