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Bancomat, il metodo della marmotta: come rubano tutto

di Massimo De Angelismartedì 10 febbraio 2026
Bancomat, il metodo della marmotta: come rubano tutto

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Scattano gli arresti dopo l’intensa attività d’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, che hanno smantellato un gruppo criminale dedito all’assalto dei bancomat presenti sul territorio provinciale di Lodi e Pavia, utilizzando, tra l’altro, tecniche altamente specializzate. Nella mattinata di ieri il GIP del Tribunale di Lodi ha emesso un’ordinanza di applicazione delle misure cautelari personali, su richiesta della locale Procura della Repubblica. All’alba le forze dell’ordine, con l’ausilio di artificieri e unità cinofile, hanno fatto irruzione nel quartiere Pilota di Sant’Angelo Lodigiano stanando cinque indagati per i colpi a una ventina di sportelli bancari. 

L’operazione “Raid”, così denominata per via della velocità con cui venivano eseguite le rapine, ha preso avvio nell’estate del 2025 dopo una serie di azioni messe a segno ai danni di istituti bancari e uffici postali. Da ottobre scorso fino a gennaio i Carabinieri hanno svolto approfondimenti sia tradizionali sia di natura tecnica, grazie ai quali è stato possibile ricostruire l’operatività di un sodalizio criminale specializzato negli assalti agli sportelli ATM attraverso l’utilizzo della cosiddetta”marmotta”, un dispositivo esplosivo ad alto potenziale particolarmente pericoloso e distruttivo.

Il gruppo di delinquenti avrebbe quindi commesso i furti sempre con lo stesso modus operandi per impossessarsi del denaro contenuto all’interno. La tecnica prevede l’inserimento di un ordigno artigianale nelle bocchette dello sportello, provocando la detonazione e consentendo così l’apertura delle casseforti interne, ma spesso anche il frequente danneggiamento degli edifici sovrastanti.

L’organizzazione criminale, per consentire gli spostamenti, utilizzava vetture provento di furto, avvalendosi di capacità specifiche seguite da una meticolosa attività di pianificazione. Grazie all’attività svolta dagli Investigatori dell’Arma, sono stati effettuati servizi di prevenzione che hanno impedito il compimento di ulteriori assalti. In una di queste occasioni, il dispositivo di controllo avrebbe portato al rinvenimento e al sequestro di due ordigni esplosivi, rinvenuti dentro un veicolo parcheggiato nei pressi di uno sportello ATM nel Lodigiano e già predisposti per l’uso. L’intensa attività d’indagine ha quindi portato all’arresto di cinque persone, indagate a vario titolo per furto aggravato dall’utilizzo di materiale esplosivo, oltre alla violazione della normativa sulle armi. Si tratta di cinque individui, tra cui due ventenni e un 31enne di origini slave, tre dei quali sono stati già accompagnati in carcere presso la Casa Circondariale di Lodi, al termine delle formalità di rito, in applicazione della misura stabilita. I restanti due al momento risultano solo indagati.