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Garlasco, "diffamazione": la contromossa di Marco Panzarasa

lunedì 16 febbraio 2026
Garlasco, "diffamazione": la contromossa di Marco Panzarasa

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Il suo nome è tornato a far discutere con le nuove indagini sull'omicidio di Chiara Poggi e la vicenda - già nota da tempo - del ritrovamento di un biglietto nel cimitero dove è sepolta la ragazza. Eppure Marco Panzarasa, all'epoca amico di Alberto Stasi, non ci sta.  E le sue avvocatesse, Orietta Stella e Cristina Castagnola, denunciano "l'ennesima campagna diffamatoria" e ribadiscono che "la magistratura ha da tempo e in più occasioni, irrevocabilmente stabilito che ogni accostamento - anche indiretto - del nostro assistito al tragico evento costituisce una grave diffamazione a suo danno, fondata su fatti falsi, inventati e dolosamente distorti". 

Le due legali ricordano che "la posizione dell'Avv. Panzarasa è stata nel corso degli anni approfondita ed esaminata dalla Procura della Repubblica dell'ormai ex Tribunale di Vigevano, la quale, all'epoca, si occupava delle indagini ed è stata affermata la sua completa estraneità rispetto ai fatti delittuosi" e "tale estraneità non è stata in alcun modo scalfita dalle nuove indagini attualmente condotte dalla Procura della Repubblica di Pavia". "Anzi - scrivono -, l'Avvocato Panzarasa si è prontamente sottoposto, come aveva sempre fatto in passato, agli accertamenti scientifici ammessi in sede di incidente probatorio su sollecitazione, nel suo caso, della parte civile, i quali hanno dato tutti esito negativo". È quindi "inammissibile ed eticamente inaccettabile che la reputazione personale e professionale dell'Avv. Panzarasa sia ciclicamente oggetto di allusioni e insinuazioni la cui falsità è evidente" e, per questo, concludono le avvocatesse Stella e Castagnola, "attualmente sono al vaglio altri articoli, video e post pubblicati su diverse piattaforme social e per i quali si sta valutando di procedere a tutela non solo del Collega, ma anche della sua famiglia, la quale viene continuamente chiamata alla ribalta delle cronache senza costrutto alcuno".

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L'8 ottobre del 2007, sulla porta della cappella dove riposa Chiara Poggi, era comparso un biglietto anonimo. Qui c'era scritto in stampatello: "Ad uccidere Chiara è stato Marco". A raccontarlo era stata proprio la madre di Chiara, Rita Preda, al telefono quel giorno stesso con l’avvocato Gian Luigi Tizzoni. E ora l'intercettazione è stata pubblicata da Maria Conversano, astrofisica e scrittrice, che nel suo canale YouTube ha pubblicato il nuovo inquietante dettaglio scatenando così il dibattito.

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