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Roma e le Olimpiadi: una relazione con tanti rifiuti

Il sindaco della capitale, Roberto Gualtieri, ha rispolverato l’idea di pianificare una seconda Olimpiade nella Città Eterna dopo quella prestigiosa del 1960
di Sergio De Benedettimartedì 3 marzo 2026
Roma e le Olimpiadi: una relazione con tanti rifiuti

2' di lettura

Freschi reduci dai Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina che hanno dimostrato la nostra capacità di organizzazione a tutto tondo, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha rispolverato l’idea di pianificare una seconda Olimpiade nella Città Eterna dopo quella prestigiosa del 1960 che, ricordo a tutti noi, fu anche la prima ad ospitare i Giochi paralimpici. Già stabilite dal Comitato Olimpico quella del 2028 a Los Angeles, Stati Uniti, e la successiva del 2032 a Brisbane, Australia, possiamo puntare a candidare Roma per i Giochi Olimpici del 2036 ed, eventualmente, quelli successivi del 2040. Brucia ancora in città purtroppo la rinuncia alla candidatura del settembre 2016 quando la allora sindaca Virginia Raggi, eletta neanche tre mesi prima, disse no alla ipotesi che Roma potesse partecipare alla volata finale che poi, come sappiamo, arrise a Parigi per il 2024, proprio a 100 anni dall’ultima organizzata dopo la precedente del 1924. La sindaca Raggi al riguardo motivò la scelta definendola totalmente «irresponsabile» da tutti i punti di vista, sia economico-finanziario che strutturale-logistico. Al riguardo, molto ci sarebbe da obiettare ma ormai sarebbe solo tempo perso.

Pochi sanno comunque che Roma nel 1908 avrebbe dovuto organizzare la IV Olimpiade. Infatti, il barone Pierre de Coubertin, presidente, ed il conte Eugenio Brunetta d’Usseaux, segretario del Comitato Olimpico, subito dopo la terza Olimpiade tenutasi a Saint Louis, Stati Uniti, stravolgendo i canoni di parte dei Giochi con gare anche da sagra paesana, vennero più volte a Roma per verificare la possibilità di organizzare in modo prestigioso la quarta edizione e recuperare così le tradizioni saltate nel 1904. Per poter allestire le varie discipline, sognarono di utilizzare le Terme di Caracalla, il Colosseo, Piazza del Popolo, Piazza Navona, perfino il Pantheon ed altri monumenti della Capitale.

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E quando tutto sembrava convergere verso una risposta positiva, il presidente del Consiglio Giovanni Giolitti, in considerazione dei notevoli costi da sostenere e peraltro sempre poco convinto dell’importanza mediatica dei Giochi ritirò la disponibilità. In tutta fretta, l’Olimpiade venne allestita allora a Londra e la memoria al riguardo va al mezzofondista Dorando Petri (Pietri) che arrivò primo nella maratona ma venne squalificato perché sostenuto negli ultimissimi metri. Riguardo dunque la candidatura auspicata dal sindaco Gualtieri, nulla da eccepire ma non dovremmo prima considerare l’evento Giubilare Straordinario del 2033?

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