Distensione. Mediazione. Apertura. Insomma, dialogo. Non si è conclusa la vicenda della “famiglia del bosco”: loro, i tre piccoli Birmingham - Trevallion, sono ancora della casa protetta di Vasto (e anche questo è un elemento positivo, dopo ci arriviamo), mentre babbo Nathan è ospite per qualche giorno nella “casetta di nonna Gemma” che gli ha messo a disposizione un ristoratore del posto e mamma Catherine è al casorisoluta, più ferma: mica è un caso, a ben vedere, che in questa storia infinita sia venuta la famiglia di lei a dar man forte, non quella di Nat.
Ma va bene così, anzi forse è pure meglio: perché finalmente, dopo settimane di tiremmolla, dopo gli appelli, le discussioni, i pianti in tivù e le accuse sui social, ora si è a un passo dalla soluzione. Con Nathan che acconsente a un incontro riservato, non annunciato neppure alla stampa, riferito solo a cose fatte: lui a un lato del tavolo, l’assistente sociale Veruska D’Angelo dall’altro, la garante regionale per l’infanzia Alessandra De Febis unica ospite presente. Con questo papà dal pizzetto hypster e gli occhi chiari che, alla fine, abbraccia la professionista (un gesto d’istinto, d’accordo, di circostanza: ma carico di significato e, quindi, importantissimo). Con la disponibilità piena, accettata, promessa, sia sul nodo della casa che su quello della scuola che su quello della salute dei ragazzini. Con la speranza che diventa un po’ più concreta, un po’ più reale.
Famiglia nel bosco, i bimbi restano a Vasto? L'ultimo colpo di scena
"Gli operatori della struttura di Vasto hanno ripristinato buone relazioni con i minori, facendo venir meno le ragi...Ora è mom Cate quella all’angolo, è dad Nat che segue la questione. Si è ribaltata ogni cosa nella “famiglia del bosco”, si è passati dagli attacchi frontali ai toni distensivi che a Monteodorisio, nella sede dell’Ecad, ossia dell’Ente locale a cui fanno riferimento i servizi sociali di Palmoli, in quella stanza dell’incontro a due, non hanno fatto volare una mosca per circa tre ore di fila. «Ci vorrà tempo ma la strada è quella giusta», commenta D’angelo. Non si era mai arrivati a un punto così ravvicinato di contatto. Certo, il fattore Catherine resta sullo sfondo, prima o poi andrà affrontato, tutto è precipitato quando anche lei è stata allontanata da Utopia Rose, Galorian e Blubell: però è anche vero che è esattamente da quell’istante che la faccenda ha iniziato a prendere una piega nuova, che lo stato d’impasse s’è sbloccato.
Restano a margine anche le insognite (le perizie non si sono ancora concluse) e i botta e risposta, le discussioni di rimbalzo (l’Ecad replica alla garante nazionale dell’infanzia Marina Terragni che, in settimana, si è recata nella comunità di Vasto per sincerarsi dei piccoli tre Birmingham - Trevallion e, nell’occasione, ha fatto notare come l’assistente sociale che avrebbe dovuto incontrare nel corso della sua visita non si sia presentata: l’Ente spiega che D’Angelo era impegnata nella gestione di questo specifico faldone e invita Terragni «a una corretta dialettica istituzionale basata su dati oggettivi»).
Famiglia nel bosco, "finalmente sta accadendo": la svolta grazie al padre?
Se c’è una strada per risolvere l’intricata vicenda della “famiglia del bosco” passa per ...Quel che conta è che sta succedendo e succede, oltre allo scioglimento di una matassa che si era ingarbugliata fin troppo, che i tre kids di Nat e Cat (ci siamo arrivati) non saranno trasferiti in una struttura diversa da quella in cui stanno già e che il provvedimento del tribunale dei minori che disponeva proprio questa misura è di fatto congelato: «Gli operatori» della casa famiglia, spiega ancora l’Ecad, «hanno ripristinato buone relazioni coi minori facendo venir meno le ragioni del loro spostamento». È un’altra buona notizia.




