Almeno una ventina di esposti, per diffamazione e stalking, sono stati depositati, nelle ultime settimane, dalla difesa della famiglia di Chiara Poggi in Procura a Milano. Si tratta di più querele in cui viene documentato - allegando screenshot e link video - l'odio social che i genitori e il fratello della vittima starebbero subendo da mesi, da quando è stata riaperta l'inchiesta sul delitto del 13 agosto 2007 a Garlasco e sull'indagine si è acceso un enorme eco mediatico. Un accanimento di cui qualcuno - una volta identificato - potrebbe rispondere in un'aula di giustizia. A occuparsi degli esposti è il pubblico ministero Antonio Pansa, lo stesso magistrato a cui sono state affidate le decine di querele contro hater e youtuber presentate dalla famiglia Cappa, denunce su cui è stato aperto un fascicolo per diffamazione aggravata contro ignoti e su cui la Procura cerca di capire se c'è "un filo conduttore per frasi che, in alcuni casi, sono - a dire di una fonte inquirente - palesemente diffamatorie".
Intanto anche i legali della famiglia Cappa si sono esposti. "Comunichiamo che, a oggi, nessun componente della famiglia Cappa ha mai formalizzato alcun esposto/denuncia, né tanto meno depositato alcun audio": è quanto precisano in una nota gli avvocati Antonio Marino e Gabriele Casartelli, precisando che "sono prive di fondamento" le notizie apparse ieri in merito all'apertura di un fascicolo presso la Procura di Milano a seguito di un presunto esposto della famiglia Cappa, corredato da audio e relativo a interferenze nelle indagini della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco.




