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Garlasco, "sudore mischiato al sangue: cosa svela sul killer di Chiara Poggi"

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lunedì 23 marzo 2026
Garlasco, "sudore mischiato al sangue: cosa svela sul killer di Chiara Poggi"

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Una nuova analisi sull'impronta 33 del delitto di Garlasco è stata esposta a Mattino Cinque dal chimico forense Oscar Ghizzoni, consulente della difesa di Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima Chiara Poggi. Si tratta di una delle impronte chiave della scena del crimine. Secondo l’esperto, la presenza simultanea di sudore, sangue e pressione renderebbe la traccia compatibile con un appoggio prolungato.

“Per lasciare quell’impronta bisogna appoggiarsi per qualche secondo”, ha spiegato Ghizzoni. Dall’analisi, dunque, emerge un dettaglio rilevante: il killer era sudato e in tensione, con un appoggio definito “energico”. "Secondo il nostro lungo lavoro, che è stato svolto in settimane e mesi, quindi con proficuo impegno, è presente del sangue in alcuni punti di quell’impronta - ha spiegato -. In particolare è presente sudore mischiato a sangue, oltre al classico normale sebo, quindi grasso prodotto dalla pelle. Ci sono tutti questi elementi".

E ancora: "Abbiamo fatto parecchie prove su diverse tipologie di impronte, quindi abbiamo testato le impronte supportanti il grasso della pelle, quindi sebo, impronte supportanti sudore, e quelle con il sangue, e poi il mix di tutti questi elementi, di tutto questo materiale biologico. Abbiamo poi testato delle impronte con un contatto differenziato, quindi contatto sfuggevole, contatto pressato, in posizione ferma, in movimento, quindi tutte le ipotesi possibili e immaginabili sono state testate, per quello che le dicevo prima si è trattato di un lungo lavoro"