Nel pieno del lockdown, quando Milano era ferma e la vita notturna ufficialmente sospesa, in un appartamento di Cinisello Balsamo si sarebbe invece continuato a organizzare feste quasi ogni giorno. Eventi esclusivi, promossi sui social e costruiti attorno a un circuito di lusso fatto di locali, ospitalità e presunte escort. È uno degli aspetti più inquietanti emersi dall’inchiesta della Guardia di Finanza che ha portato agli arresti domiciliari Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, insieme ad altre due persone, con accuse che vanno dallo sfruttamento della prostituzione all’associazione a delinquere.
Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, il sistema sarebbe stato gestito attraverso la società Ma.De Milano, formalmente attiva nell’organizzazione di eventi ma, secondo l’accusa, trasformata in una struttura stabile per offrire un “pacchetto all inclusive” destinato a clienti facoltosi. Tra questi, soprattutto calciatori professionisti, ma anche altri sportivi e un pilota di Formula 1.
Milano, calciatori e festini. La escort: "Sono incinta, è figlio di..."
Non sono riportati i nomi dei calciatori di Serie A che risultano tra i clienti dell'organizzazione finita in manett...A colpire è soprattutto il periodo storico in cui queste attività sarebbero proseguite: il lockdown legato alla pandemia da Covid-19. Mentre bar e discoteche erano chiusi, le feste private, secondo una testimone sentita dagli investigatori , continuavano quasi quotidianamente, pubblicizzate anche attraverso Instagram. La pagina social collegata all’organizzazione, “made_luxury_concierge”, avrebbe avuto proprio questo ruolo: promuovere eventi riservati, lontani da occhi indiscreti, con location di lusso tra hotel e locali milanesi, ma anche spazi privati messi a disposizione dalla stessa organizzazione. Al centro dell’indagine ci sarebbe un modello ben strutturato: serate in locali esclusivi della movida milanese, ospitalità in hotel di fascia alta, trasporti dedicati e la presenza di giovani donne che, secondo l’accusa, avrebbero offerto prestazioni a pagamento. Le giovani coinvolte sarebbero state in parte reclutate come escort e in parte come “ragazze immagine”e circa il 50% dei proventi sarebbe rimasto all’organizzazione, mentre il resto alle donne.
Escort e calciatori a Milano, "per cosa usavano il gas esilarante": dettagli sconcertanti
A Milano tiene banco il caso-escort. E c'è un motivo molto preciso per cui nel "pacchetto completo"...Dalle carte emergerebbe la partecipazione di almeno settanta calciatori,anche se i nomi risultano oscurati e nessuno di loro è indagato. La logica del sistema, secondo gli investigatori, sarebbe stata quella della massima riservatezza: evitare hotel pubblici per ridurre il rischio di essere riconosciuti e utilizzare invece appartamenti e location private. Nelle intercettazioni e nei messaggi riportati dagli atti emergerebbe anche l’uso di sostanze come il cosiddetto “gas esilarante”, usato durante alcune serate e noto per non lasciare tracce ai controlli antidoping. L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano e coordinata dalla procura, ha già delineato un quadro complesso che unisce mondanità, social network e presunti reati economici e sessuali.




