Non è esclusa l'ipotesi che l'esposizione alla ricina, risultata fatale per Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, morte avvelenate a Pietracatella (Campobasso), possa essere avvenuto anche in momenti diversi e non necessariamente in un unico episodio. Sarebbe questa, secondo quanto riporta LaPresse, una ulteriore ipotesi investigativa che amplia il perimetro delle verifiche e delle ricostruzioni. Oggi, in Questura a Campobasso, riprendono anche le audizioni di persone informate dei fatti nell'inchiesta.
Gli investigatori della Squadra Mobile stanno infatti ascoltando amici, parenti e conoscenti della famiglia per ricostruire con maggiore precisione non solo i pasti consumati tra il 23 e il 24 dicembre, ma anche quanto avvenuto nei giorni successivi, compreso il giorno di Natale e le ore immediatamente precedenti ai ricoveri. Non escluso inoltre che il padre e marito delle vittime, Gianni Di Vita, possa essere ascoltato nuovamente proprio in questa settimana.
Pietracatella, "doppia dose di ricina": il dettaglio agghiacciante che riscrive tutto
Le indagini sul decesso di Antonella Di Ielsi (50 anni) e della figlia Sara Di Vita (15 anni), avvenuto tra il 27 e il 2...Intanto è in programma per la giornata di martedì 28 aprile l'accertamento tecnico irripetibile sul telefono cellulare di Alice Di Vita, figlia e sorella rispettivamente di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. Domani si procederà con l'estrazione della copia forense dei dati alla presenza delle parti. Il giorno successivo, 29 aprile, a Bari, il medico legale incaricato Pia Benedetta De Luca procederà all'analisi dei vetrini istologici e al confronto con gli esiti tossicologici, sempre in contraddittorio tra i consulenti. E sempre in settimana, secondo quando confermato da fonti investigative, si svolgerà un nuovo sopralluogo scientifico nell'abitazione della famiglia per cercare tracce e fonti di esposizione del veleno ad ampio spettro.




