Non nega errori Gennaro Cassese. Lui, il colonnello tra i primi a entrare nella villetta di Garlasco il giorno in cui fu uccisa Chiara Poggi, commenta la possibile revisione del processo. A riguardo Cassese spera "si decida in fretta: fugare ogni dubbio serve per riportare serenità". Al momento l'unico condannato è Alberto Stasi, ma nell'ultimo filone delle indagini è stato indagato Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara. Raggiunto da Tgcom24, Cassese si dice tranquillo, perché "noi abbiamo fatto quello che potevamo con le tecniche scientifiche del tempo. Se oggi emergeranno altri elementi utili a ricostruire quello che è accaduto, ben venga".
In ogni caso "gli errori dell’Arma ci sono stati. Non aver sequestrato la bicicletta di Alberto Stasi e non aver controllato se l’allarme fosse attivato o disattivato nell’officina degli Stasi". Tra le ipotesi valutate negli ultimi tempi, quella delle più persone sulla scena del crimine. Ipotesi anche quella che "non ho mai escluso. È un’ipotesi che abbiamo considerato: se Stasi non aveva le scarpe sporche ma sapeva descrivere il corpo di Chiara, allora poteva esserci qualcuno con lui. Però poi dalle analisi scientifiche non emerse nulla e, anche dalle indagini tradizionali, nulla ci portò a sostenere questa pista".
Garlasco, lo sfogo di De Rensis: "Vado alla testa del serpente!"
"Questa volta vado alla testa del serpente che mi fa paura da 0 a 10, meno 10": l'avvocato di Alberto Stas...E ancora, sull'impronta 33 che potrebbe collocare Sempio sulla scena del crimine: "Nel 2007 era un elemento sconosciuto. I colleghi del RIS ci dissero che non era un elemento utile. Se l’avessi avuta a disposizione avrei fatto ulteriori approfondimenti su Sempio, anche se quale unico indizio e per di più non insanguina, a mio avviso ha poco valore: per come sono fatte le scale di quella casa è facile appoggiarsi al muro per scendere".
Garlasco, l'ipotesi clamorosa: "Nessun colpevole per il delitto di Chiara"
La nuova indagine della Procura di Pavia ha riaperto il caso del delitto di Garlasco, riaccendendo i riflettori sull&rsq...Proprio lui chiese ai colleghi di risentire Sempio nel 2008. Il motivo? "Volevo chiedergli cosa avesse fatto quel giorno e perché avesse chiamato a casa dei Poggi. Ci disse che voleva chiamare il fratello di Marco ma che aveva sbagliato numero. Poi ci ha consegnato il famoso scontrino: abbiamo trasmesso tutto in procura e non abbiamo ritenuto ci fossero ulteriori elementi da approfondire".




