Nel corso del nuovo fascicolo su Andrea Sempio, emerge con forza l’ostilità della famiglia Poggi verso l’inchiesta. Il punto più teso si registra durante l’audizione di Marco Poggi, fratello di Chiara, il 20 maggio dell’anno scorso a Mestre.
Davanti alla pm Giuliana Rizza e ai carabinieri del Nucleo investigativo, Marco si mostra chiaramente spazientito e a disagio per un presunto scambio di bigliettini tra gli inquirenti seduti all’altro capo della scrivania. Visibilmente irritato, sbuffa e protesta: "Non so cosa rispondere, perché se do una risposta poi questo scrive — sbuffa — non riesco neanche a finire la frase".
Andrea Sempio, il papà intercettato disintegra l'alibi: "Lo scontrino lo hai fatto tu!"
"Perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu!". Dalle carte in mano alla Procura di Pavia emerge anche...L’episodio avviene in un confronto già molto teso, in cui Marco difende con forza l’amico Andrea Sempio e attacca l’impostazione dell’indagine. Ribatte sull’impronta 33, sulla compatibilità del Dna trovato sotto le unghie di Chiara, sulle tre telefonate tra il 7 e l’8 agosto, e arriva persino a dichiarare per la prima volta di essere sceso in cantina con Sempio, fornendo così una spiegazione alla traccia sul muro.Il malumore per quei bigliettini scambiati tra i carabinieri diventa il simbolo di un’incomunicabilità totale: Marco si sente “influenzato” e controllato, tanto da accusare apertamente gli inquirenti: "Io capisco che fate il vostro lavoro, però in questa situazione mi state influenzando". Insomma, un confronto serrato quello tra il fratello della vittima e gli investigatori. Un altro dettaglio strano in una storia su cui prima o poi verrà fatta luce. Per davvero...




