Mondo cattolico in ansia per monsignor Camillo Ruini. Il cardinale emiliano, 95 anni, da qualche giorno versa in gravi condizioni di salute.
Secondo quanto si apprende, lo storico presidente della Cei, nato a Sassuolo in provincia di Modena il 19 febbraio del 1931, da tempo affronta ciclicamente problemi di salute legati in particolare alla funzionalità renale. Il porporato viene assistito a casa dai medici e gli infermieri del Fas, il servizio sanitario del Vaticano.
Attualmente la situazione clinica viene descritta come "impegnativa" e "complicata", a quanto si apprende. Ruini, come detto, al momento non è ricoverato. Fu portato invece d'urgenza al Policlinico Gemelli di Roma nel luglio del 2024 a causa di un infarto.
Dopo essersi ripreso dall'attacco cardiaco, il cardinale venne curato successivamente anche per un blocco renale nel 2025: anche in quel caso si riprese.
Fu Papa Giovanni Paolo II a nominarlo vescovo ausiliare per le diocesi di Reggio Emilia e Guastalla (successivamente riunite nell'attuale unica diocesi di Reggio Emilia-Guastalla) il 16 maggio del 1983. Il 28 giugno 1986 è stato nominato sempre da Papa Wojtyla segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, diventandone poi presidente il 7 marzo del 1991. Per tre lustri ha guidato i vescovi italiani diventano una delle figure prominenti del Vaticano, confermato nel 2006 anche da Papa Ratzinger. Un anno dopo, Benedetto XVI ha accettato le sue dimissioni per sopraggiunti limiti di età.
Anche negli anni successivi, però, Ruini non ha mai cessato di dare alla comunità cristiana il suo contributo teologico e morale, senza rinunciare a commenti anche in chiave politica e d'attualità. Lo scorso aprile, già debilitato e in sedia a rotelle, era apparso in piazza San Pietro per i funerali di Papa Bergoglio. Un momento di grande impatto e commozione, una immagine che fece il giro del mondo.




