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La prima enciclica di Leone in difesa dell’essere umano dall'intelligenza artificiale

Il documento "Magnifica humanitas" sarà pubblicato il prossimo 25 maggio. Sarà presente anche lo stesso Pontefice: è la prima volta che accade
di Caterina Maniacimartedì 19 maggio 2026
La prima enciclica di Leone in difesa dell’essere umano dall'intelligenza artificiale

3' di lettura

Magnifica humanitas sarà la prima Lettera enciclica di papa Leone XIV, dedicata alla custodia della persona umana, in ogni sua dimensione, nel tempo delle continue trasformazioni tecnologiche e dell’intelligenza artificiale. Il documento, firmato il 15 maggio nel 135° anniversario della Rerum Novarum di papa Leone XIII, sarà presentato il 25 maggio nell’Aula del Sinodo, alla presenza dello stesso Papa. Una novità: per la prima volta un Pontefice parteciperà alla presentazione di una propria enciclica.

L’annuncio è stato dato, con un comunicato, dalla Sala Stampa della Santa Sede, sottolineando come il testo si collochi nella scia dell’impegno sociale del magistero della Chiesa, le cui radici risalgono proprio all’enciclica del 1891. Il richiamo alla Rerum novarum è in linea con quanto dichiarato fin dal momento del suo insediamento, quando papa Prevost aveva spiegato l’origine del nome nell’attenzione che il suo predecessore Leone aveva avuto al proprio tempo, alle condizioni di vita e sociali e alle novità che incalzavano le condizioni umane: la rivoluzione industriale e il conflitto sociale un secolo fa, le novità della tecnologia, le loro infinite possibilità ma anche i pericoli di distorsioni e ai monopoli economici, ai nostri giorni. Al centro del documento si pone la tutela della vita, dono di Dio.

Già il titolo scelto, Magnifica humanitas, testimonia, da parte del Papa, l’intenzione di mettere al centro la dignità della persona; la cura del creato sarà un altro tema affrontato, ma non si tratta, come qualcuno probabilmente si sforzerà di sottolineare, di una sorta di “manifesto ecologico”; piuttosto si può pensare a quella ecologia umana di cui parla san Giovanni Paolo II, che ha introdotto una fondamentale “conversione ecologica” ed ha sottolineato il fatto che la crisi ambientale è primariamente un problema etico. Coniando appunto il concetto di ecologia umana: il rispetto per l’uomo e la sua dignità sono inseparabili dalla salvaguardia della natura e che «quando l’uomo si fa tiranno, la natura si ribella». Nell’ enciclica Centesimus Annus di papa Wojtyla , si trovano, dunque, le basi per il concetto di “ecologia integrale” ripreso e sviluppato dai suoi successori.

La presenza “fisica” del Papa alla presentazione fa pensare, anche, che l’enciclica sia un documento destinato a segnare questo pontificato. L’attenzione al tema dell’intelligenza artificiale si inserisce del resto in un filone già più volte richiamato dal magistero recente, nella consapevolezza che ogni sviluppo tecnico deve restare ordinato al bene integrale della persona.

Il 25 maggio saranno nell’Aula del Sinodo il cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la dottrina della fede, e del cardinale Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, insieme ad un nutrito gruppo di studiosi ed esperti. Tra loro, anche Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic (Usa) e responsabile della ricerca sull’interpretabilità dell’intelligenza artificiale A concludere l’incontro sarà il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, prima dell’intervento e della benedizione di Leone XIV.

Non è la prima volta che un Pontefice “presenta”, per così dire, un suo testo o un documento rilevante; è un evento piuttosto raro, ma per un’enciclica si tratta, come si diceva, di una novità. Ricordiamo che Il 10 marzo 2011 papa Benedetto XVI ha partecipato personalmente e ha presieduto l’evento per il lancio del secondo libro incentrato sugli eventi della Passione e della Risurrezione di Gesù.

E nel giorno del primo anniversario dell’inizio del pontificato di Leone, che cade il 18 maggio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella invia un messaggio al Pontefice, sottolineando come i suoi pressanti appelli alla pace continuino a sollecitare le menti e i cuori di tutti, scuotendo le coscienze. Il messaggio di Mattarella evidenzia l’importanza del magistero pontificio come guida morale per un mondo afflitto da egoismi e conflitti. «Ascoltare tali suoi incessanti richiami induce ad avere ancora fiducia che le attuali generazioni sappiano affrontare le temibili sfide della contemporaneità», conclude il presidente, che infine ringrazia Leone XIV «per le premurose attestazioni di vicinanza nei confronti del popolo italiano».